Affari tuoi, la scommessa (persa) del tatuaggio e la rivincita di Diego: 50mila euro e niente “Ruota” per De Martino
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il preserale della Rai continua a regalare momenti di televisione quasi imprevedibile, laddove l’imprevedibilità, si sa, fa parte del copione fino a un certo punto. Da una parte c’è la macchina organizzativa dello studio, i tempi scanditi dal “Dottore” e la tensione dei concorrenti; dall’altra, invece, c’è lui, Stefano De Martino, che nella puntata del 27 aprile ha dimostrato ancora una volta come la sua forza risieda nella capacità di rompere gli schemi, infilando battute e provocazioni laddove ci si aspetterebbe solo la lettura meccanica dei pacchi. E l’occasione, questa volta, è stata fornita da un concorrente speciale: Diego, 39enne di Melfi, un uomo che ha trasformato la propria pelle in una tela vivente.
Un patto ad alto rischio (simbolico) tra il conduttore e il “pacchista” lucano
L’elemento che ha acceso la serata, trasmessa lunedì 27 aprile 2026, è stata una scommessa nata quasi per gioco. Diego, che sogna di aprire un suo studio di tatuaggi e che sfoggia un ricoperto di inchiostro (con tanto di un polpaccio dedicato a Monica Bellucci in “Malena”), ha spinto De Martino a un azzardo verbale. Il conduttore, che recentemente ha dichiarato di volersi liberare di molti dei suoi vecchi tatuaggi, ha promesso pubblicamente: se Diego fosse riuscito a portare a casa il massimale di 300mila euro, si sarebbe fatto tatuare la scritta “Affari Tuoi” proprio dal concorrente lucano.
Tuttavia, per tenere alta la posta in gioco e strizzare l’occhio alla concorrenza, De Martino ha aggiunto un corollario tragicomico: nel caso in cui la vincita fosse stata inferiore, lui e la sua spalla storica, Herbert Ballerina, si sarebbero dovuti sottoporre all’ago per incidere sulla pelle il simbolo della “Ruota della Fortuna”, il programma di Gerry Scotti che rappresenta l’ossessione (e il rivale) della rete ammiraglia. Una frecciatina velenosa, condita dallo stile dissacrante che ormai caratterizza questa edizione del programma.
La partita, il colpo di scena e la fuga dal “Dottore”
La partita, però, ha seguito un copione ben diverso rispetto alle previsioni del conduttore. Diego ha affrontato una sessione di gioco tormentata, bruciando i pacchi più alti con una velocità che ha fatto sudare freddo sia a lui che alla moglie Miriam, giovane sposa (sono uniti in matrimonio dal settembre 2025) che lavora nel settore delle acque minerali. Quando ormai il pacco da 300mila euro è stato scoperto tra i primi, De Martino ha subito liquidato la scommessa con un secco “Niente tatuaggio, sarà contenta mia madre”, decretando la fine dell’incubo dell’inchiostro (o forse, visti i toni, rimpiangendolo).
Proprio quando tutto sembrava perduto, con l’offerta del Dottore scesa a picco, Diego ha compiuto la mossa della disperazione: accettando il cambio del pacco al momento giusto. Cedendo il numero 7 (che conteneva un misero euro) e abbracciando il numero 3, il concorrente si è giocato il tutto per tutto al tavolo finale. Il finale è stato un crescendo di nervi scoperti, con il Dottore che ha tentato l’ultima stretta proponendo un cambio al fotofinish, tra i pacchi da zero e 50mila euro. Diego e Miriam hanno detto no, e quel rifiuto è valso la bellezza di 50mila euro.
L’arte dell’improvvisazione e il dominio del preserale
Quel che conta, al di là del dato numerico della vincita, è come Stefano De Martino riesca a utilizzare questi frangenti per costruire spettacolo nello spettacolo. Non contento della provocazione a Scotti, durante la puntata il conduttore ha anche imitato Maria De Filippi, scherzando sui litigi in coppia tra Diego e Miriam con una piccola performance sul tema “C’è posta per te”. Questa capacità di passare dalla tensione del gioco alla farsa leggera, il tutto con l’aiuto di un Herbert Ballerina che spesso fa da spalla (e vittima) sacrificale, sta dimostrando una tenuta solida. Nonostante la lunghezza variabile delle puntate e le conseguenze sul prime time, il meccanismo di “Affari Tuoi” sembra viaggiare a gonfie vele, alimentato proprio da quella spontaneità studiata che De Martino ha imparato a dosare perfettamente.




