Inzaghi nel mirino dell'Aia: la bufera dopo il derby e il caso arbitrale
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Redazione Sport
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Simone Inzaghi, ancora una volta, finisce al centro di un vortice di polemiche che travalica il semplice risultato sportivo. L’episodio incriminato risale al finale di Inter-Milan, semifinale di ritorno di Coppa Italia, quando l’allenatore nerazzurro, visibilmente alterato per il punteggio avverso (0-3), ha inveito contro il quarto uomo Gianluca Aureliano, chiedendo a gran voce l’anticipato fischio finale. «Non voglio recupero, non prendermi per il c***», le parole – riprese dai social e diventate virali – che potrebbero costargli una nuova squalifica.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’Associazione Italiana Arbitri avrebbe già valutato il comportamento di Inzaghi come «inaccettabile», sottolineando come, in base al regolamento, una reazione del genere avrebbe meritato l’espulsione immediata. Daniele Doveri, direttore di gara, e Aureliano sono stati giudicati non impeccabili nella gestione dell’episodio, ma è sul tecnico dell’Inter che si concentrano le critiche più dure. Fonti arbitrali, interpellate dal quotidiano milanese, hanno confermato che l’atteggiamento aggressivo avrebbe dovuto comportare provvedimenti più severi, evitati solo per la situazione ormai compromessa del match.
La posizione dell’Aia, insomma, sembra non lasciare spazio a interpretazioni: sebbene la partita fosse già ampiamente decisa, il protocollo prevede che ogni minuto di recupero debba essere rispettato, a prescindere dal contesto. Inzaghi, che in passato aveva già ricevuto richiami per esternazioni contro gli arbitri, rischia ora un’ulteriore sanzione disciplinare, con possibili ripercussioni anche in campionato. Intanto, il video circolato in rete ha riacceso il dibattito sui limiti della protesta in panchina, un tema che periodicamente torna a dividere tifosi e addetti ai lavori.




