Il Torino di D’Aversa non si ferma più: dopo la rimonta al Sassuolo, l’obiettivo è la parte sinistra della classifica
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Redazione Sport
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La notte dell’Olimpico Grande Torino, ancora una volta teatro di un pubblico ridotto ai minimi termini per via della protesta degli ultrà nei confronti della società, è stata invece il palcoscenico di una squadra che la protesta l’ha archiviata in settanta minuti di gioco. Il tecnico granata, Roberto D’Aversa, ha raccolto i frutti di un lavoro iniziato con un contratto di soli quattro mesi, un accordo – come ha spiegato lui stesso – nato dalla convinzione che il potenziale della rosa fosse molto più alto di quanto la classifica raccontasse all’epoca del suo arrivo. E quella scommessa, a vederlo esultare per il 2-1 inferto al Sassuolo, sembra essere stata vinta con gli interessi, tanto che l’allenatore ora parla apertamente di ambizioni che vanno ben oltre la salvezza. “La salvezza non basta, dobbiamo portare la squadra dove le compete”, ha dichiarato, spostando l’asticella verso quella “parte sinistra” della classifica che aveva già evocato nei giorni precedenti.
La rivincita del “gruppo” e i cambi che cambiano le partite
Ciò che colpisce, nelle parole di D’Aversa a fine gara, non è tanto la gioia per i tre punti, quanto la soddisfazione per la resilienza mostrata dai suoi. Sotto di un gol, con un primo tempo che si era chiuso sullo 0-0 nonostante diverse occasioni (l’allenatore ha parlato di poca “malizia” davanti alla porta), il Torino avrebbe potuto accusare il colpo. Invece, la reazione è stata veemente: prima la girata di Simeone, poi il colpo di testa di Pedersen, entrambi scaturiti da quella che D’Aversa definisce “la vittoria del gruppo”. Non è un caso che il tecnico tenga a sottolineare l’importanza dell’abbraccio finale tra giocatori e staff; un gesto, questo, che per lui vale più di una dichiarazione d’amore, trasformandosi nella prova tangibile che “si sta lavorando da squadra”. Un lavoro, evidentemente, oliato dalla capacità di leggere la partita dalla panchina, visto che l’allenatore ha ammesso senza falsa modestia che la rimonta è arrivata “anche grazie ai cambi”, con gli innesti freschi che hanno dato la scossa necessaria a ribaltare l’inerzia.
Il nodo del futuro e la clausola dell’abbraccio
Nonostante la ventata di entusiasmo e i risultati eloquenti – basti pensare al filotto di vittorie casalinghe –, sul futuro di D’Aversa in panchina aleggia ancora il dubbio legato alla scadenza del contratto. E qui il tecnico, interpellato più volte dai giornalisti di Sky e DAZN, gioca una partita a sé, usando l’ironia e l’emotività come scudi. Da un lato, ricorda che ha accettato una scommessa a breve termine perché “credeva nelle potenzialità” della squadra, dall’altro, quando gli chiedono se si aspetta la conferma per la prossima stagione, lui si trincera dietro un silenzio carico di significato. “In questo momento l’unico mio pensiero è essere soddisfatto per l’abbraccio dei miei ragazzi a fine gara, ragiono solo su questo”. Una risposta, apparentemente evasiva, che però fotografa perfettamente il presente: un legame forgiato nella difficoltà, dove la tattica cede il passo ai valori umani, e dove l’affetto dei calciatori (quell’abbraccio corale che si è visto al triplice fischio) rappresenta forse il rinnovo più importante prima ancora di quello formale col presidente.
I protagonisti della serata: Simeone e Pedersen
Se il condottiero è D’Aversa, i generali in campo sono stati senza dubbio Giovanni Simeone e Pedersen, i due realizzatori della serata. Il “Cholito”, ancora una volta, si conferma un animale da area di rigore quando gioca tra le mura amiche, trovando la rete per la quinta partita casalinga consecutiva – un dato che ne sottolinea l’incisività quasi ossessiva. E c’è spazio anche per le note di cronaca sportiva che profumano di rivalsa personale: Pedersen, arrivato al cross decisivo, ha trovato il suo primo gol in maglia granata, un momento liberatorio arrivato dopo un lungo calvario fatto di infortuni e sfortuna ripetuta. “Finalmente è arrivato”, ha commentato il laterale, quasi a suggellare una serata in cui la tecnica è stata messa al servizio della determinazione. Entrambi, nelle loro dichiarazioni, hanno rilanciato l’obiettivo di un finale di stagione brillante, lontano dalle sabbie mobili della retrocessione e proiettato verso posizioni di classifica più nobili.
Meta Description: Il Torino di D’Aversa vince 2-1 contro il Sassuolo in rimonta. Il tecnico esalta il gruppo e dribbla le domande sul futuro: “Mi tengo l’abbraccio dei ragazzi”.




