Jerez, test di sviluppo nel segno di Álex Márquez: la Ducati scommette su una nuova carena
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Redazione Sport
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Archiviato il Gran Premio di Spagna con le sue variabili legate all’incertezza meteorologica, le squadre della MotoGP non hanno lasciato l’Andalusia. Il circuito di Jerez de la Frontera ha ospitato una giornata cruciale di test collettivi, fondamentali per chi, come la Ducati, cerca conferme immediate dopo un weekend altalenante, e per chi, come l’Aprilia, intende capitalizzare il momento di forma per consolidare la propria ascesa. Il sole e l’asfalto asciutto – a differenza della domenica di gara – hanno offerto condizioni ideali per macinare chilometri e raccogliere dati preziosi, in un contesto dove ogni minimo dettaglio aerodinamico può fare la differenza in ottica campionato.
La prima sessione della giornata, quella mattutina, ha subito emesso un verdetto chiaro: a comandare la classifica provvisoria è Álex Marquez. Il centauro del team Gresini, fresco della vittoria in gara lunga che ha interrotto la serie di successi di Marco Bezzecchi -1-5, ha fermato il cronometro sul tempo di 1’36”394. Un dato questo che lo pone davanti a due interpreti a sorpresa come Johann Zarco, capace di portare la Honda a soli 264 millesimi dalla vetta, e il rientrante Pecco Bagnaia, staccato di tre decimi e subito a caccia di feeling con la sua Desmosedici. il tema dominante nel paddock, tuttavia, non è solo il tempo del leader, ma il fervore nei box della Rossa. Nel garage del team Lenovo, sia Marc Márquez che Bagnaia sono stati visti provare una nuova soluzione aerodinamica: una carena inedita, il cui sviluppo era già stato anticipato dai problemi di adattamento alla GP26 evidenziati dai piloti. L’obiettivo è correggere il tiro dopo un inizio di stagione non esente da difficoltà, cercando un equilibrio che restituisca la competitività assoluta alla casa di Borgo Panigale, che ha fornito il medesimo componente anche al fratello minore Álex per una verifica incrociata dei dati. se la Ducati lavora in pressing, l’Aprilia si presenta a Jerez con un programma scientifico ben definito. La casa veneta ha reso noto il piano di sviluppo, incentrato su direttrici precise: per Marco Bezzecchi, attuale leader del mondiale, il lavoro prevede il test di componenti non ancora omologati, tra cui spicca un nuovo cupolino con interessanti innovazioni nel campo dei flussi d’aria. Per Jorge Martín, invece, questa giornata rappresenta un’occasione di recupero: la sua assenza ai test invernali – complici l’infortunio e i weekend di gara compressi – lo costringe a un’intensa sessione di prove su elementi che ancora non aveva avuto modo di calpestare in pista. Un’occasione dunque per ridurre il gap di esperienza tecnica con i rivali, sfruttando le lunghe ore di esposizione al sole di Jerez. va infine menzionato il clima che aleggia dopo il gran premio domenicale, condizionato dalla precoce caduta di Marc Márquez. Il campione del mondo, finito a terra già al secondo giro della gara lunga dopo aver dominato la Sprint del sabato, ha lasciato il tracciato con un pugno di mosche e la consapevolezza di dover ancora inseguire il feeling giusto con la sua Ducati. Se da un lato la pioggia (che ha ribaltato i valori nella gara breve) è stata l’ago della bilancia, dall’altro le parole dello spagnolo al termine del GP hanno fatto trapelare più di una preoccupazione riguardo al potenziale per la lotta al titolo. Con la competizione che si fa sempre più serrata, la necessità di trovare risposte tecniche immediate riassume il senso profondo di questo test, dove ogni decimo guadagnato oggi si trasforma in un vantaggio per i prossimi appuntamenti.
Ducati e KTM: evoluzione aerodinamica a confronto
A caratterizzare la giornata non sono solo le prove di Aprilia e Ducati. Nel box della KTM, il collaudatore Dani Pedrosa ha avuto il compito di portare in pista un nuovo pacchetto aerodinamico, segnalando come la casa austriaca sia intenzionata a non farsi staccare nella corsa agli sviluppi. Parallelamente, Yamaha e Honda sfruttano queste ore per cercare di risalire la china, con la M1 dal nuovo motore V4 che necessita di chilometri per dimostrare la sua effettiva crescita. La pista, ben gommata e calda, si conferma il miglior banco di prova per separare le novità funzionali dalle soluzioni destinate a finire nel dimenticatoio. In questo contesto, l’assenza di errori nella direzione di sviluppo potrebbe rivelarsi più importante della velocità su un singolo giro.
I programmi di sviluppo del team Aprilia
Nello specifico, l’approccio dei tecnici di Noale è metodico: mentre Savadori si concentra sulla raccolta dati di lungo periodo, Bezzecchi e Martín hanno l’opportunità di testare componenti già utilizzati dal team satellite Trackhouse, accelerando quel processo di osmosi tecnica fondamentale in una stagione tanto lunga. Bezzecchi, reduce da un avvio di campionato quasi perfetto, cerca l’arma in più per mantenere la vetta; Martín cerca la continuità che gli è mancata. La classifica della sessione, dove si notano anche Pedro Acosta e Fabio Di Giannantonio nelle posizioni di vertice, racconta di una MotoGP sempre più frammentata e competitiva, dove la capacità di reagire agli insuccessi (come la domenica storta della Ducati ufficiale) passa esclusivamente attraverso il duro lavoro in pista.




