Trump e l’assist a Putin, Kiev sotto le bombe: 13 morti tra cui sei bambini
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Redazione Esteri
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Mentre Donald Trump, con un post furioso su un social network, accusava Volodymyr Zelensky di aver «fatto fallire gli sforzi di pace», la Russia ha scatenato un nuovo attacco su Kiev, uccidendo tredici civili, tra cui sei minori, e ferendone oltre sessanta. L’offensiva, portata avanti con droni e missili, ha colpito diversi edifici, lasciando persone sepolte sotto le macerie. Una strage che arriva poche ore dopo le parole del tycoon, il quale ha di fatto messo l’Ucraina di fronte a un ricatto: cedere Crimea e territori occupati, o affrontare la guerra da sola.
Non è un caso che il Cremlino abbia scelto proprio questo momento per intensificare la sua azione militare. Le dichiarazioni di Trump, che pure ha affermato di «esercitare pressioni sulla Russia», suonano come un’implicita legittimazione della strategia di Mosca. E mentre gli Stati Uniti sembrano voler prendere le distanze da Kiev, l’Europa si ritrova a un bivio. Come disse Churchill, la Storia a volte impone scelte decisive: e oggi tocca ai leader europei decidere se abbandonare l’Ucraina al suo destino o rafforzare il sostegno militare.
Intanto, la guerra continua a mietere vittime anche lontano dalla capitale. A Pavlograd, nell’oblast’ di Dnipropetrovsk, un attacco russo contro un complesso residenziale ha ucciso tre persone, tra cui un bambino, e ne ha ferite altre otto. Sei di loro sono stati ricoverati, uno in condizioni gravi. Un altro episodio che dimostra come, nonostante le dichiarazioni di Lavrov sulla disponibilità a «chiudere un accordo», la Russia continui a colpire indiscriminatamente.




