Missili e sostegno all'Ucraina, la confusione dell'Ue e l'ipocrisia dell'Italia
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Redazione Esteri
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La questione dei missili richiesti da Kiev agli Stati Uniti e all'Unione Europea è diventata un nodo cruciale. Kiev insiste per ottenere questi armamenti, ma le risposte tardano ad arrivare. Le ragioni dietro questa lentezza sono complesse e spesso legate a motivazioni politiche che poco hanno a che fare con il pacifismo o la strategia militare.
Il generale Vincenzo Camporini, ex Capo di Stato maggiore della Difesa, ha espresso chiaramente il suo disappunto. Secondo lui, l'Unione Europea è in uno stato di confusione totale, mentre l'Italia si dimostra ipocrita. Da un lato, appoggiano Kiev, ma dall'altro evitano di assumersi responsabilità concrete.
La situazione è ulteriormente complicata dalla questione delle autorizzazioni sull'uso dei missili. Le delegazioni italiane al Parlamento di Strasburgo hanno votato in maggioranza contro la risoluzione che autorizza Kiev a utilizzare armi occidentali in territorio russo. Questo voto ha sollevato molte critiche, ma anche un certo numero di consensi, soprattutto tra coloro che temono un'escalation del conflitto.
A Taranto, diverse decine di firme sono state raccolte per prendere le distanze dalla risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre. Questa risoluzione considera legittimo il lancio di missili occidentali a lungo raggio dal territorio dell'Ucraina contro obiettivi in territorio russo.




