Confronto Trump-Putin: la partita dell'Europa e il futuro dell'Ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Si sta aprendo una partita diplomatica estremamente complessa, che vede protagonisti Donald Trump e Vladimir Putin, i quali si confrontano direttamente su come porre fine alla guerra in Ucraina. Come accade in tutte le grandi questioni internazionali, e questa lo è senza dubbio, ci sono due piani da considerare: quello visibile, che si svolge sotto i riflettori, e quello nascosto, fatto di retroscena e negoziati riservati. Entrambi i livelli hanno un peso specifico, e solo col tempo si potrà capire verso quale direzione si stia andando.

La scena pubblica, quella che tutti possono osservare, sembra richiamare un ritorno al passato, con alcuni che parlano di una possibile riedizione degli accordi di Yalta, che nel 1945 sancirono la fine della Seconda Guerra Mondiale e divisero il mondo in "sfere di influenza" tra Stati Uniti e Unione Sovietica. C'è chi, però, teme che questa volta si tratti più di una parodia che di un vero e proprio accordo storico. L'idea che America e Russia possano nuovamente spartirsi il mondo, lasciando poco spazio agli altri attori internazionali, è un tema che preoccupa non solo l'Europa, ma anche quei paesi che vedono nella guerra ucraina un punto di svolta per gli equilibri globali.

Intanto, a Mosca, l'atmosfera sembra essere ottimista. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha dichiarato con tono soddisfatto: «Vedete, Trump sa come si deve parlare con la Russia». Anche Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha ribadito la posizione di Putin, sottolineando che gli Stati Uniti rimangono il principale interlocutore per Mosca. «L'Ucraina parteciperà ai negoziati, ovviamente, ma il nostro dialogo principale è con Washington», ha aggiunto, lasciando intendere che Kiev potrebbe avere un ruolo marginale nelle trattative.

Dall'altra parte dell'oceano, Trump non sembra voler deviare dalla sua linea. Durante una conferenza stampa con il premier indiano Narendra Modi, ospite alla Casa Bianca per un accordo bilaterale, il tycoon ha affrontato nuovamente il tema dell'Ucraina. «La Russia ha conquistato una porzione di territorio abbastanza grande», ha detto Trump, aggiungendo che Mosca «forse rinuncerà a molto, forse no». Il negoziato, ha precisato, non è ancora iniziato, ma ha espresso fiducia nella possibilità di trovare un accordo.

Le parole di Trump hanno suscitato reazioni contrastanti. Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino, ha commentato con amarezza il colloquio riservato tra Trump e Putin, definendolo «non bello». Per Kiev, l'idea di essere relegata a un ruolo secondario nei negoziati è un colpo duro da digerire, soprattutto dopo mesi di resistenza e sacrifici.

Intanto, a Mosca, l'ottimismo sembra contagioso. Sergej, un 35enne incontrato per caso nel Novinskij Bulvar, un vialone a più corsie nel cuore della capitale russa, non ha resistito alla tentazione di scattarsi un selfie davanti all'ambasciata statunitense, con la bandiera a stelle e strisce sullo sfondo. «La telefonata tra Trump e Putin ha riacceso la speranza», ha detto, sorridendo, mentre inviava le foto agli amici a Samara

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