Il Pentagono mostra le immagini dell'attacco a Fordow, mentre Trump rivendica la riuscita dell'operazione
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Redazione Esteri
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Il Pentagono ha reso pubbliche le immagini dell'attacco condotto dagli Stati Uniti contro l'impianto nucleare iraniano di Fordow, colpito nella notte tra il 21 e il 22 giugno. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il generale Dan Caine, capo degli Stati Maggiori Riuniti, hanno presentato alla stampa un video in cui si vede l’impatto di una delle sei bombe "bunker buster" sganciate, seguite da un’esplosione di proporzioni notevoli.
Quella che è stata definita "Operazione Midnight Hammer" – la prima offensiva aerea americana diretta contro l’Iran – non è stata soltanto una dimostrazione di forza militare, ma il risultato di una pianificazione durata quindici anni. «Tutte le bombe hanno raggiunto gli obiettivi previsti», ha dichiarato Caine durante una conferenza stampa affollata, sottolineando la precisione dell’intervento. Al suo fianco, Hegseth ha invece rivolto un attacco ai media mainstream, accusati di trascurare i successi ottenuti sotto l’amministrazione Trump.
L’operazione, che ha coinvolto sette bombardieri stealth B-2, ciascuno con due piloti a bordo, ha richiesto uno sforzo fisico estremo. I militari, costretti a volare senza soste per 37 ore, hanno fatto ricorso a stratagemmi come sonnellini programmati, stimolanti e persino sacche per i bisogni fisiologici, dimostrando quanto la missione abbia testato i limiti della resistenza umana.
A Teheran, intanto, le reazioni sono state divergenti. Mentre l’ayatollah Khamenei ha scelto di ritirarsi dall’Aiea, evitando di alimentare ulteriori tensioni internazionali, altre voci all’interno del regime hanno oscillato tra la retorica della vittoria e quella della resistenza popolare. Trump, dal canto suo, ha rivendicato il successo dell’operazione, definendola un esempio di efficacia collettiva, sebbene le critiche – soprattutto quelle relative alla copertura mediatica – non siano mancate.




