Il pentagono mostra le immagini del raid su Fordow: "Bombe a segno, piano studiato per 15 anni"
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Redazione Esteri
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Washington. "Tutte le bombe che abbiamo lanciato sono andate dove dovevano". Con queste parole, asciutte e precise, il generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti, ha descritto l’esito dell’operazione Midnight Hammer, il primo bombardamento condotto dagli Stati Uniti contro l’Iran nella notte tra il 21 e il 22 giugno. Durante una conferenza stampa insolita per densità di dettagli e tensione, Caine, affiancato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha mostrato video e grafici che ritraevano l’impatto delle bunker buster sganciate sull’impianto nucleare di Fordow, con esplosioni che ne hanno polverizzato le strutture.
Non ha confermato, però, che il sito sia stato "obliterato" – termine usato da Donald Trump nei giorni scorsi – limitandosi a sottolineare l’efficacia del targeting. Quello che è certo è che l’attacco, pianificato per oltre un decennio e portato a termine da sette bombardieri stealth B-2, ha rappresentato una prova estrema per i piloti, costretti a volare senza sosta per 37 ore. Tra anfetamine, "borse per la pipì" e brevi sonni controllati, l’operazione ha sfidato i limiti della resistenza umana, oltre che quelli tecnologici.




