Trump frena sul cambio di regime in Iran dopo l’operazione "Midnight Hammer"
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Redazione Esteri
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Mentre i dettagli dell’operazione Midnight Hammer – il più massiccio attacco aereo condotto dai *B-2 Spirit* dell’USAF contro i siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan – venivano resi noti dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth e dal generale Dan Caine, Donald Trump ha voluto chiarire la posizione degli Stati Uniti riguardo a Teheran. A bordo dell’Air Force One, il presidente ha dichiarato di non volere un cambio di regime in Iran, definendolo una possibile fonte di "caos".
Le parole di Trump, riportate da Bloomberg, sembrano contraddire le intenzioni espresse in precedenza da alcuni esponenti della sua amministrazione, che avevano lasciato intendere una strategia più aggressiva. L’attacco, pianificato con precisione e portato a termine nella notte tra il 21 e il 22 giugno, aveva sollevato interrogativi sulle reali ambizioni statunitensi nella regione, ma il presidente ha voluto smorzare ogni ipotesi di un intervento volto a destabilizzare il governo iraniano.
L’operazione, la seconda per durata nella storia delle missioni dei *B-2*, è stata condotta senza preavviso, colpendo infrastrutture ritenute cruciali per il programma nucleare di Teheran. Fonti del Pentagono hanno sottolineato che l’obiettivo era esclusivamente militare, evitando danni collaterali su larga scala. Trump, da parte sua, ha ribadito che gli Stati Uniti non cercano una svolta politica violenta in Iran, pur mantenendo una linea dura sulle questioni di sicurezza globale.




