Il meteo impazzito di fine marzo: vento forte, neve in pianura e un nuovo fronte artico in arrivo
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Redazione Interno
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C’è chi, guardando il calendario, pensava già alla primavera inoltrata e magari a qualche timido germoglio, e chi invece si è ritrovato ieri sotto una grandinata improvvisa, in un pomeriggio che sembrava più gennaio che marzo. L’intera penisola, lo si è capito dalle prime ore di giovedì, è stata investita da quello che i meteorologi definiscono senza troppi giri di parole un «colpo di coda» dell’inverno: un’espressione, questa, che prova a restituire l’idea di un freddo che non molla la presa, anzi, si riprende la scena con una violenza quasi inaspettata per il periodo. A determinare questo brusco cambio di scenario è stata l’irruzione di un’area fredda di origine artica, la stessa che, combinandosi con una perturbazione carica di umidità, ha generato piogge intense, nevicate persino a bassa quota e raffiche di vento sostenute, capaci di far oscillare i rami più alti come fossero fili d’erba.
Il quadro attuale: giovedì tra vento, grandine e neve fuori stagione
Giovedì ha rappresentato il primo vero atto di questa fase di instabilità, con le condizioni che si sono fatte sentire in modo particolare lungo il versante tirrenico e su alcune aree del Nord, dove la neve ha fatto la sua comparsa a quote decisamente basse. Non si è trattato di episodi isolati: la struttura del fronte, di origine artica, ha portato con sé un gradiente termico molto marcato, e proprio questo contrasto ha favorito lo sviluppo di temporali anche di una certa intensità, con chicchi di grandine che in alcuni tratti di pianura hanno imbiancato il suolo in pochi minuti. I venti forti, poi, hanno rappresentato un elemento ulteriore di disturbo, creando non pochi disagi soprattutto lungo le coste esposte e nei valichi appenninici, dove la visibilità si è ridotta all’improvviso per effetto della neve spinta orizzontalmente.
Venerdì ancora instabile: l’attenzione si sposta sulle adriatiche e sul meridione
Se giovedì ha dato il primo assaggio di questa coda invernale, venerdì la situazione, lungi dal migliorare, subirà una sorta di traslazione verso est. Il fronte artico, quello stesso che ha già messo a dura prova il versante tirrenico, continuerà ad attraversare la penisola mantenendo un tempo decisamente instabile, ma questa volta le regioni maggiormente interessate saranno quelle adriatiche e l’estremo Sud. Il versante tirrenico, al contrario, inizierà a respirare: lì la pressione tenderà ad aumentare, e l’instabilità lascerà progressivamente spazio a una tregua, pur con qualche residuo fenomeno nelle ore mattutine. Non sarà però un venerdì di quiete per tutti: lungo la fascia adriatica, dal medio versante fino al basso Salento, così come su gran parte della Sicilia e della Calabria, sono attese ancora precipitazioni a carattere di rovescio o temporale, con la neve che potrà scendere ancora fino a quote collinari. I venti, forti da nord-est, contribuiranno a mantenere una percezione termica decisamente più fredda rispetto ai valori stagionali.
Sabato e domenica: il weekend delle Palme diviso in due
Per chi attendeva un weekend delle Palme all’insegna di un clima più mite, la risposta dell’atmosfera sembra voler dividere il fine settimana in due tronconi ben distinti. Sabato, di fatto, l’influenza del fronte artico non si sarà ancora del tutto esaurita: l’instabilità persisterà, con una concentrazione degli episodi di maltempo lungo le regioni adriatiche e su buona parte del Meridione. Qui, tra pioggia, vento e locali nevicate a bassa quota, il quadro meteo conserverà ancora le sembianze di un inverno che non vuole cedere il passo. Sarà una giornata, quella di sabato, caratterizzata ancora da una certa vivacità atmosferica, con le raffiche di vento che potranno rendere scomoda la circolazione stradale soprattutto lungo i tratti appenninici e nelle zone costiere esposte.Domenica, invece, il quadro dovrebbe mutare in modo più deciso: l’irruzione artica, esaurita la sua spinta, uscirà definitivamente di scena, lasciando spazio a un progressivo miglioramento. Le condizioni, insomma, si faranno più stabili, con un aumento delle temperature e un cielo che tenderà a rasserenarsi da ovest verso est, regalando una tregua insperata dopo giorni di vento e freddo fuori stagione.
La settimana prossima: nuova irruzione fredda in vista dall’inizio di aprile
E se domenica sembrava poter rappresentare il punto di svolta, il ritorno a una primavera quantomeno accettabile, le proiezioni per l’inizio della prossima settimana suggeriscono cautela. Già da lunedì, infatti, le latitudini artiche si preparano a mandare un nuovo fronte freddo in direzione dell’Italia: l’aria gelida punterà inizialmente l’arco alpino, valicandolo nel corso della giornata e saltando con ogni probabilità gran parte del Nord, per poi riformarsi all’altezza delle regioni centrali. Una configurazione, questa, che riproporrebbe condizioni di instabilità a ridosso dei primi giorni di aprile, con un’ulteriore flessione termica e il ritorno di piogge e vento, in un quadro che sembra quasi aver perso ogni riferimento con la normale progressione stagionale.




