Salvini e il sondaggio sulle prostitute con partita Iva, mentre l’Istat inserisce il codice Ateco
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Matteo Salvini ha lanciato un sondaggio su X chiedendo ai suoi follower cosa pensassero della decisione dell’Istat di includere la prostituzione tra le attività economiche con codice Ateco, classificata sotto la voce “Servizi di incontro ed eventi simili”. «Un passo in avanti verso buonsenso e legalità», ha scritto il leader della Lega, sottolineando che la sua battaglia è sempre stata orientata verso regolamentazione, controlli sanitari e contrasto alla tratta, «senza giudizi morali».
La novità, entrata in vigore lo scorso gennaio ma operativa dal primo aprile, assegna alle attività di prostituzione e escort il codice 96.99.92, che comprende anche la “fornitura o organizzazione di servizi sessuali” e la gestione di locali adibiti allo scopo. Una scelta che, se da un lato apre il dibattito sulla tassazione del lavoro sessuale – già possibile in regime di autonomo, ma finora privo di una classificazione ufficiale – dall’altro riaccende le polemiche sullo sfruttamento, reato perseguibile penalmente in Italia.
Confimprenditori ha espresso soddisfazione per la decisione, definendola «un passaggio fondamentale verso la dignità del settore». Tuttavia, rimane irrisolta la questione giuridica: sebbene l’esercizio in proprio sia tecnicamente legale, lo sfruttamento e il proxenetismo sono puniti dal codice penale, rendendo complessa l’applicazione concreta di una regolamentazione fiscale senza interventi normativi più ampi.




