Benevento, fucilata l'ex moglie dopo una lite: arrestato un 38enne
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Redazione Interno
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Un uomo attendeva i militari dell'Arma sul vialetto di casa, dopo aver esploso diversi colpi di arma da fuoco contro la propria ex moglie. L'episodio, che ha del crudele e del premeditato, è accaduto nel comune di Paduli, in provincia di Benevento, dove un 38enne, di nome Valentino, è stato tratto in arresto con l'accusa, contestatagli dalla procuratrice Maria Dolores De Gaudio, di tentato femminicidio aggravato. La vittima, Giulia, 46 anni, dalla quale l'uomo era separato da circa due anni, è stata colpita alle spalle e al fianco prima di riuscire, con uno sforzo estremo, a telefonare alla sorella per chiedere soccorso. Trasportata d'urgenza all'ospedale San Pio di Benevento, la donna è stata sottoposta a un intervento chirurgico delicato ed è attualmente ricoverata in prognosi riservata, sebbene le sue condizioni, inizialmente gravissime, siano ora valutate come fuori pericolo.
La dinamica e il fermo
La ricostruzione operativa, che si è concentrata sui momenti immediatamente successivi all'aggressione, dipinge un quadro drammaticamente statico: l'aggressore, secondo quanto riferito dal colonnello Marco Keten, comandante provinciale dei carabinieri di Benevento, non ha opposto alcuna resistenza al momento del fermo, quasi fosse in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine. "I carabinieri sono intervenuti immediatamente e hanno ritrovato la donna riversa a terra, mentre l'uomo ci attendeva sul vialetto", ha spiegato il colonnello, sottolineando come l'intervento dei militari sia stato sollecitato proprio dalla chiamata di aiuto giunta dalla sorella della vittima. La coppia, stando alle prime informazioni, era già nota ai militari per precedenti liti, sebbene, come ha tenuto a precisare il comandante Keten, non fossero mai pervenute denunce formali per episodi di violenza domestica.
Il contesto e le indagini
Le motivazioni alla base del gesto, che appare come il culmine di una conflittualità mai sopita nonostante la separazione, sono al centro delle indagini coordinate dalla procura. Fonti investigative, le quali evitano di pronunciarsi su possibili moventi sentimentali o legati a nuove relazioni, stanno esaminando ogni aspetto della vicenda, concentrandosi soprattutto sulla sequenza degli eventi che ha portato all'esplosione di violenza. L'arma del reato, un fucile, è stata sequestrata, mentre gli accertamenti tecnici proseguono per definire con precisione il numero di colpi esplosi e le dinamiche dello scontro verbale che avrebbe preceduto le fucilate.
L'iter giudiziario
L'imputato, una guardia giurata, è già stato associato al carcere, dove rimarrà in attesa delle formalità di convalida dell'arresto e delle successive decisioni del giudice per le indagini preliminari. Il quadro accusatorio, che poggia sul delitto di tentato omicidio aggravato dal rapporto di coniugio e dalla finalità di femminicidio, prelude a un iter processuale che dovrà accertare le responsabilità penali individuali. La vicenda, nel suo svolgersi tra la violenza dell'azione e la compostezza dell'arresto, solleva riflessioni ampie sulle tutele per le vittime di violenza intrafamiliare, anche in assenza di formali denunce, e sulle misure di prevenzione in casi di separazioni conflittuali.




