Tensioni in Yemen e ruolo degli Stati Uniti
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Redazione Esteri
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Le crescenti tensioni nelle acque vicino allo Yemen, unite alla guerra a Gaza e alle tensioni che dal Nord di Israele si allargano alla Siria, all’Iraq per arrivare fino all’Iran, potrebbero portare a un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti in una zona del mondo da cui, da anni, tentano di disimpegnarsi il più possibile. Il tutto avviene mentre il paese vive un anno elettorale critico e la maggior parte degli elettori non ha nessuna voglia di farsi travolgere in crisi in paesi che neanche sa riconoscere su una mappa.
La posizione della Russia
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha dichiarato che Usa e Gran Bretagna dovrebbero fermare i raid nello Yemen. "La cosa più importante adesso è fermare l'aggressione contro lo Yemen perché più americani e britannici bombardano e meno gli Houthi desiderano dialogare", queste le parole del capo della diplomazia di Mosca nel corso della sua conferenza stampa annuale.
Cambio di guardia nel Mar Rosso
Nave “Federico Martinengo” ha sostituito, nei giorni scorsi, Nave “Virginio Fasan” nell’ambito dell’attività nazionale di sorveglianza marittima nel Mar Rosso in prossimità dello stretto di Bab-el Mandeb. A fine dicembre Nave Fasan, già impegnata nell’operazione Mediterraneo Sicuro dopo la crisi israelo-palestinese, è stata riposizionata in Mar Rosso, su disposizione del Ministro della Difesa Guido Crosetto.




