La barca di Stefano De Martino perde il nome del figlio: il giallo del "Santiago" che diventa "Lions"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non c’è pace, sembrerebbe, per i cimeli sentimentali del passato di Stefano De Martino. Nelle ultime ore, un video destinato a diventare virale – quei pochi secondi di riprese grezze che sui social valgono più di mille dichiarazioni – ha mostrato un gruppo di persone brindare a bordo di un’imbarcazione ben precisa: il celebre gozzo “Positano Open 38” che un tempo, quando il conduttore di Affari Tuoi era ancora legato a Belén Rodríguez, sfoggiava a poppa la scritta “Santiago” in onore del figlio della coppia. Oggi, su quello stesso scafo blu scuro e legno pregiato, il nome del bambino è scomparso, sostituito da una nuova dicitura: “Lions”. Un dettaglio, questo, che ha immediatamente innescato la macchina dei sospetti tra i fan, i quali si sono interrogati su un’eventuale cessione dell’imbarcazione o, come spesso accade in questi casi, su un gesto carico di significati più profondi legati alla chiusura di un capitolo familiare ormai archiviato.

Il valore di una dedica cancellata e le conferme dell’addio

Ma è bene procedere con ordine e distinguere i fatti dalla semplice speculazione da banchina digitale. A confermare la notizia – almeno quella della vendita – è stato il giornalista Gabriele Parpiglia, il quale, attraverso la sua newsletter, ha gettato luce sull’affare. Secondo le sue indiscrezioni, riprese poi da diverse testate, il conduttore campano avrebbe deciso di separarsi del natante, il cui valore si aggira intorno a una cifra considerevole: stime di mercato parlano di un prezzo che oscilla tra i 250.000 e i 300.000 euro, considerando la manifattura artigianale, la lunghezza di 11,50 metri e gli interni rifiniti con cura. Non si trattava, insomma, di una semplice dinghy, ma di un vero e proprio gioiello della nautica sorrentina, omologato per ospitare fino a sedici persone con sei posti letto e angolo cottura. La vendita, se confermata, rappresenterebbe un cambio di rotta netto per De Martino, il quale aveva acquistato quella barca in un momento preciso della sua vita, quando il legame con l’ex modella argentina era ancora solido e visibile al pubblico.

L’inganno della rete: il sosia gemello e l’ipotesi del video fuorviante

Tuttavia, come spesso accade nell’era dell’iper-connettività, la verità rischia di annegare in un mare di fraintendimenti. A complicare ulteriormente la narrazione, infatti, non è solo la vendita in sé, ma la natura stessa delle immagini diventate virali. Il video che mostra la barca con il nome “Lions” potrebbe non ritrarre affatto l’ex proprietà di De Martino, bensì un’imbarcazione gemella, un “sosia” perfetto uscito dallo stesso cantiere navale dell’area vesuviana. Secondo una testimonianza raccolta da alcuni utenti esperti del settore nautico – che hanno frequentato i cantieri dove lo scafo era in lavorazione – esisterebbe una seconda barca, identica nel colore e nel modello, che da sempre si chiama “Lions” e che nulla ha a che vedere con il vip. Se così fosse, il video virale non sarebbe la prova della nuova vita dell’ex barca di Stefano, ma semplicemente lo scambio di identità tra due natanti quasi perfettamente identici, un equivoco che ha fatto leva sulla fretta e sulla voglia di gossip degli internauti. D’altronde, il Titolo della clip recita “L’ex barca di Stefano De Martino”, un’etichetta che potrebbe rivelarsi più suggestiva che veritiera, utilizzata magari dai nuovi occupanti per attirare l’attenzione o, più banalmente, frutto di un errore di chi ha girato il video.

Il valore simbolico di un nome inciso a poppa

Al di là del giallo tecnico su chi sia l’effettivo proprietario attuale del gozzo ribattezzato “Lions”, è impossibile ignorare il peso specifico del gesto. La scelta di far sparire la parola “Santiago” – se questa è avvenuta realmente sulla barca che fu sua – non è un dettaglio trascurabile. Come sottolineato da Parpiglia, quella barca era stata comprata nel 2019, quando De Martino era ancora sposato con Belén, e portare inciso il nome del figlio trasformava l’imbarcazione in un simbolo galleggiante di un’unità familiare ormai dissolta. La decisione di cederla, ammesso che l’affare sia stato concluso, suggerisce una volontà di non dover più gestire il peso emotivo di un oggetto troppo carico di memoria, oppure una semplice e pragmatica necessità di liquidare un bene di lusso che magari non utilizzava più con la stessa frequenza. Che si tratti di una vendita reale o di un clamoroso equivoco generato dal sosia navale, il risultato è che la narrazione pubblica legata a quel pezzo di legno e acciaio è definitivamente cambiata: il “Santiago”, da dedica d’amore eterno, è diventato un’ombra del passato, pronto a farsi rimpiazzare da una nuova identità, tra le onde e i sospetti del pettegolezzo italiano.

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