Il ciclone Harry si abbatte sul Sud, scuole chiuse e massima allerta
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Redazione Interno
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L’Italia meridionale, stretta in una morsa di vento e pioggia, si prepara a fronteggiare l’impatto del ciclone Harry, la cui carica energetica straordinaria e la persistenza sui mari meridionali hanno spinto la Protezione Civile a diramare livelli di allerta severi. La macchina dei soccorsi, che ha mobilitato migliaia di volontari e un gran numero di mezzi, opera già in uno stato di preallarme, con l’obiettivo di limitare i danni attesi, sebbene le operazioni stesse potrebbero diventare difficili e rischiose a causa della prolungata permanenza del vortice ciclonico sullo Ionio. Si temono, come riportano i bollettini, allagamenti, frane e smottamenti in varie località, uno scenario che ha indotto i sindaci di numerosi comuni a emettere ordinanze di chiusura per gli edifici scolastici, per i cimiteri e per le aree verdi pubbliche, misure precauzionali dettate dalla necessità di evitare qualsiasi esposizione al pericolo.
I codici colore e le zone a rischio il quadro delineato dal Dipartimento della Protezione Civile, per le giornate del 19 e del 20 gennaio, presenta un gradiente di criticità che varia dal rosso all’arancione e al giallo. Allerta rossa, la più elevata, è stata valutata per gran parte del territorio sardo, mentre codice arancione interessa porzioni della stessa Sardegna, della Sicilia e della Calabria; la restante parte di queste tre regioni, insieme a gran parte della Basilicata, è invece in allerta gialla. Una suddivisione che traccia una mappa di rischio dettagliata, dove la Sardegna appare la più esposta alla possibile “peggiore burrasca degli ultimi anni”, un’espressione che ricorre negli avvisi e che sottolinea la portata eccezionale dell’evento atmosferico.
La viabilità sotto osservazione oltre alle scuole, l’attenzione delle autorità si concentra anche sulle infrastrutture critiche, in particolare sulla rete stradale. In Sardegna, ad esempio, la Statale 195 Sulcitana è considerata un’osservata speciale: il tratto costiero fra Cagliari e Capoterra, infatti, potrebbe essere investito da mareggiate di tale intensità da compromettere la sicurezza. L’Anas, i cui uomini e mezzi sono già schierati in attività di monitoraggio, valuta la possibilità di chiusure preventive, in una sinergia operativa con la Prefettura e la Protezione Civile locale. Si tratta di interventi mirati, volti a prevenire incidenti su una strada particolarmente esposta agli effetti del mare in tempesta.




