Avellino-Palermo 2-2, un pareggio che brucia e la solita ombra arbitrale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un pari dall’amaro retrogusto, spezzato soltanto al novantesimo minuto, chiude l’ultimo atto del 2025 al Partenio-Lombardi, dove Avellino e Palermo hanno dato vita a un match dal ritmo serrato e costellato di colpi di scena. Gli irpini, che pure hanno gestito ampie fasi della contesa dimostrando una preparazione tattica superiore, devono infatti arrendersi a un risultato che stempera gli entusiasmi, mentre i rosanero, pur usciti a testa alta, abbandonano il campo con la netta sensazione di un’occasione sprecata per agganciare la vetta della classifica.

Il dominio iniziale degli irpini e il vantaggio di Biasci

La partita, come spesso accade in questi confronti, si è sviluppata su binari opposti fin dal fischio d’inizio, con l’Avellino più aggressivo e il Palermo apparentemente in attesa. I padroni di casa hanno costruito il primo vero spunto al ventiquattresimo minuto, quando un tentativo dalla distanza di Palmiero, dopo un complicato controbalzo, ha obbligato il portiere Joronen a un intervento di riflessi. La difesa organizzata dagli irpini, del resto, ha saputo neutralizzare con efficacia le rare incursioni degli ospiti, i quali nel primo tempo non sono mai riusciti a diventare realmente pericolosi. A sei minuti dall’intervallo, il pressing alto e la costante pressione sono stati premiati: un cross basso e preciso di Missori ha trovato in area piccola Biasci, lasciato incredibilmente libero di appoggiare in rete il pallone, segnando così contro il Palermo per la quinta volta nelle ultime cinque partite disputate.

Palumbo, il jolly decisivo nel momento del bisogno

Nella ripresa, con il Palermo obbligato a gettarsi in avanti, la partita ha cambiato volto, subendo un contraccolpo che ha portato al temporaneo sorpasso dei siciliani. È proprio in questa fase di apparente smarrimento che si è inserita la figura determinante di Palumbo, l’italo-norvegese sempre più essenziale per le sorti della squadra. Entrato nel corso della gara, il giocatore ha fornito una risposta immediata alle difficoltà dei suoi, trovando con un colpo di testa impeccabile il gol del definitivo 2-2 su un cross di Russo. Un gesto tecnico, il suo, che ha immediatamente fatto il giro dei social network, confermando come il suo apporto, da titolare o meno, risulti ormai insostituibile e prezioso per la squadra.

Le polemiche e un punto che sa di poco per entrambe

Il finale, tuttavia, non è stato esente da ombre, che hanno offuscato parzialmente lo spettacolo offerto in campo. L’intervento del direttore di gara, il signor Galipò di Firenze, è diventato inevitabilmente protagonista nell’ultimo segmento della gara, attirando su di sé tutti i riflettori. La concessione di un rigore ai rosanero, dopo una lunga consultazione al VAR, è apparsa alla vista di molti come una decisione eccessivamente generosa, se non addirittura discutibile, riaccendendo un dibattito che trascende il singolo episodio. Un episodio che, se da un lato ha permesso al Palermo di sperare nella vittoria fino all’ultimo respiro, dall’altro ha lasciato negli irpini l’amarezza per due punti sfumati all’ultimo istante, in una partita che sembravano avere saldamente in pugno.

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