Terremoto sull'Etna, scossa di magnitudo 3.8 a Milo: scuole chiuse a Riposto
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Redazione Interno
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La terra ha tremato alle 8:49 di mercoledì 21 ottobre sul versante orientale dell'Etna. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 è stata registrata dalla Sala Operativa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania, con epicentro localizzato a 7 chilometri a ovest di Milo, in provincia di Catania.
L'ipocentro è stato individuato a una profondità di 4 chilometri, un dato che colloca l'origine del sisma nei primi strati della crosta terrestre e che, insieme alla magnitudo, ha contribuito a rendere la scossa distintamente avvertibile in un'area piuttosto ampia della fascia ionico-etnea.
Le zone dove è stata avvertita
Le segnalazioni sono arrivate da numerosi centri della provincia di Catania. Oltre a Milo, comune più vicino all'epicentro con i suoi 1.087 residenti, la scossa è stata percepita a Zafferana Etnea, a circa 8 chilometri di distanza, e poi a Santa Venerina, Giarre, Mascali, Linguaglossa e Piedimonte Etneo. Sulla costa, il risentimento è stato riferito anche ad Acireale, Riposto e Torre Archirafi, mentre nell'entroterra sono giunte testimonianze da San Giovanni La Punta e da diversi centri delle pendici sud-orientali del vulcano.
La profondità contenuta dell'evento ha fatto sì che il movimento tellurico venisse avvertito con una certa nettezza anche in località più lontane, fino a Messina, dove si sono registrati lievi risentimenti.
L'ordinanza del sindaco di Riposto
A Riposto, il sindaco Davide Vasta ha firmato un'ordinanza per la sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole del territorio, disponendo anche l'evacuazione degli alunni. La decisione, come si legge in una nota diffusa dall'amministrazione, è stata presa in via precauzionale per consentire all'Ufficio tecnico comunale di effettuare le verifiche necessarie sugli edifici scolastici e accertarne le condizioni dopo l'evento sismico, che è stato avvertito distintamente anche nel territorio ripostese.
Le verifiche tecniche sono quindi in corso, mentre non risultano al momento segnalazioni di danni a persone o a cose negli altri comuni interessati dalla scossa.
Una notte di scosse nel Tirreno meridionale
L'evento etneo è arrivato al termine di una notte segnata da una sequenza sismica nel Tirreno meridionale, al largo delle coste settentrionali della Sicilia. La serie di scosse era cominciata nella tarda serata di martedì 20 ottobre, con un primo evento di magnitudo 2.2 registrato a 9 chilometri di profondità. Poco prima della mezzanotte, alle 23:38, è stata localizzata una scossa di magnitudo 3.8 con ipocentro a 31 chilometri, seguita dopo la mezzanotte da un altro terremoto di magnitudo 3.6 sempre nella stessa area marina e alla medesima profondità.
La sequenza è proseguita con ulteriori eventi di minore intensità, tra cui una scossa di magnitudo 2.6 registrata alle 7:02, poco prima del terremoto sull'Etna.
Il quadro sismico dell'area etnea
La zona di Milo e delle pendici orientali dell'Etna è da sempre caratterizzata da una sismicità frequente, legata alla dinamica del vulcano e alle strutture tettoniche che attraversano l'area. Pochi giorni prima della scossa di mercoledì, il 18 ottobre, tre eventi erano stati localizzati nel settore di Bronte: il maggiore aveva raggiunto magnitudo 3.2, con ipocentro a 5,9 chilometri, mentre gli altri due si erano attestati su valori di magnitudo 2.5. Nel mese di agosto, altri due terremoti erano stati registrati nel settore di Linguaglossa, il primo il 15 con magnitudo 3.9 e una profondità di appena 1,2 chilometri, il secondo il 20 con magnitudo 3.1.
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