Gasolio allungato con acqua, sequestrati 11mila litri: automobilisti in panne dopo il rifornimento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Sono bastati pochi chilometri, in alcuni casi poche centinaia di metri, perché le auto si fermassero. Motori in avaria, spie accese sul cruscotto e veicoli costretti a tornare in officina subito dopo il rifornimento: il quadro, piuttosto desolante per decine di automobilisti, ha innescato una serie di segnalazioni alla Guardia di Finanza. I militari del Gruppo di Frosinone, a quel punto, hanno avviato accertamenti mirati in un distributore della zona – quello che, secondo le prime ricostruzioni, sembrerebbe essere la fonte comune del problema – e hanno prelevato campioni di gasolio direttamente dal serbatoio interrato dell’impianto finito sotto osservazione.

Acqua nel serbatoio, la scoperta delle fiamme gialle

Dalle analisi è emersa una situazione chiara, seppur grave: oltre 11mila litri di carburante sono risultati contaminati da acqua. Una diluizione che, va detto, non solo riduce il potere lubrificante del gasolio, ma rischia di danneggiare in modo irreversibile pompe e iniettori. I gestori dell’impianto, due soci, sono stati denunciati per frode in commercio; nei loro confronti è già scattata una maxi sanzione da 50mila euro. Non si tratta, tuttavia, di un episodio isolato. Diverse stazioni di servizio della provincia, nel corso dei medesimi controlli, sono finite nel mirino delle fiamme gialle per irregolarità di varia natura: variazioni dei prezzi mai comunicate alle autorità, come previsto, e persino un tasso di zolfo nei serbatoi ben superiore ai limiti di legge.

Il quadro nazionale: 1.900 impianti ispezionati e 104 denunce

L’operazione nel Frusinate si inserisce in un’azione più ampia, voluta dal Mimit e dal Mef in collaborazione con la Guardia di Finanza, a sua volta collegata al taglio delle accise introdotto dal decreto-legge 33/2026 (il provvedimento che reca “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”). I numeri, resi noti dagli stessi ministeri, parlano chiaro: sono stati controllati 1.900 impianti su tutto il territorio nazionale, con denunce formalizzate per 104 soggetti. Un giro di vite, quello delle fiamme gialle, che mira a tutelare la trasparenza del mercato – una priorità, nelle intenzioni del governo, in una fase segnata dalle tensioni sui prezzi energetici – e a scoraggiare pratiche commerciali scorrette.

Automobilisti traditi da un pieno “sporco”

La vicenda di Frosinone, con i suoi 11mila litri di gasolio sequestrato, restituisce l’immagine più concreta del problema: decine di automobilisti, dopo aver fatto rifornimento in quella stazione, si sono ritrovati con il mezzo in panne a poca distanza dal distributore. Nessuno di loro, ovviamente, poteva immaginare che nel serbatoio ci fosse acqua mescolata al carburante. Le segnalazioni alla Guardia di Finanza hanno fatto il resto, innescando una catena investigativa che ha portato al sequestro e alla denuncia dei due soci. L’acqua, nel caso specifico, era presente in quantità tale da compromettere la corretta combustione: un “allungo” illecito, che risparmia costi ai gestori ma scarica sui clienti danni meccanici potenzialmente onerosi. La frode in commercio, per i due indagati, è ora il capo d’imputazione principale; le sanzioni pecuniarie, intanto, sono già state elevate.

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