Gasolio sporco, altri quattro casi in Veneto e Friuli: auto in panne anche in galleria a Segusino
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Redazione Economia
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L'emergenza legata al cosiddetto "gasolio sporco" si allarga a macchia d'olio nel Nordest, con nuovi episodi che coinvolgono non solo le province di Belluno e Treviso ma, stando alle ultime segnalazioni, anche quelle di Venezia e Udine. L'allarme, lanciato nei giorni scorsi da Adiconsum Treviso Belluno in seguito ai primi cinque casi documentati tra il Bellunese e il Trevigiano, non accenna a placarsi.
Anzi, negli ultimi due giorni l'associazione dei consumatori ha raccolto altre quattro segnalazioni di guasti gravi a motori di autovetture, verificatisi dopo il rifornimento in diversi distributori. Tra gli episodi più eclatanti e, sotto il profilo della sicurezza stradale, certamente preoccupanti, c'è quello accaduto a Segusino, dove un'auto è rimasta improvvisamente in panne nel bel mezzo di una galleria, creando non pochi disagi e rischi per la circolazione.
I nuovi casi e la geografia della contaminazione
Le quattro nuove segnalazioni pervenute agli sportelli di Adiconsum delineano un quadro geograficamente più ampio del fenomeno. I rifornimenti incriminati sono stati effettuati in località differenti: tre nel Bellunese, tra Belluno e Trichiana, uno sul Terraglio a Mestre – dove l'auto di una trevigiana sarebbe andata in panne – e un altro ancora a Sappada, in provincia di Udine.
Questa diffusione capillare, che coinvolge ormai quattro province distribuite tra Veneto e Friuli, suggerisce come il problema non sia riconducibile a un singolo distributore o a una specifica insegna commerciale. Le diagnosi effettuate dai meccanici sarebbero, peraltro, piuttosto simili in tutti i casi: acqua e agenti contaminanti sono stati rinvenuti all'interno del filtro del carburante.
La scoperta nelle auto: acqua, contaminanti e alghe
L'elemento tecnico che accomuna i guasti è la presenza di sostanze estranee nel circuito del gasolio, le quali compromettono il corretto funzionamento del motore, danneggiando componenti costosi come gli iniettori e la pompa ad alta pressione. Se in quasi tutti i casi esaminati è stata riscontrata la presenza di acqua e impurità, nell'episodio dell'auto ferma nella galleria di Segusino i meccanici avrebbero fatto una scoperta ancor più inquietante: la presenza di alghe all'interno del sistema di alimentazione.
Un indizio, questo, che confermerebbe come la contaminazione non sia un fatto episodico legato a un errore locale, bensì il sintomo di un'irregolarità che potrebbe essersi verificata più a monte della filiera logistica o nei depositi di stoccaggio del carburante, come hanno ipotizzato i vertici dell'associazione dei consumatori.
La posizione di Adiconsum e la richiesta di un tavolo urgente
Di fronte all'emergenza e alla preoccupante diffusione dei casi, il presidente di Adiconsum Treviso Belluno, Stefano Bellotto, ha rivendicato l'approccio adottato fin dall'inizio: «Fin dalla nostra prima segnalazione – ha spiegato – abbiamo voluto evitare un ingiusto tiro al bersaglio. Il problema non è il singolo impianto, che spesso è a sua volta parte lesa, ma una criticità diffusa che tocca ormai quattro province e distributori di ogni dimensione. questo ci fa ipotizzare che l'anomalia possa essersi generata a monte della filiera logistica o nei depositi di stoccaggio». Per questo motivo, l'associazione, oltre ad aver attivato il proprio ufficio legale per assistere i cittadini danneggiati, chiede ora un intervento più ampio. L'obiettivo è ottenere la convocazione immediata di un tavolo di confronto con le associazioni di categoria della distribuzione e i professionisti del settore.
Il decalogo per gli automobilisti e le riparazioni costose
Tra le finalità del tavolo richiesto, spiccano la necessità di fare chiarezza sull'origine della contaminazione, comprendere se il rischio possa ripetersi e, non ultimo, attivare procedure rapide per il risarcimento degli automobilisti coinvolti. I danni ai veicoli, come evidenziato da Adiconsum, sono ingenti: la riparazione può richiedere interventi onerosi come la pulizia del serbatoio, la sostituzione degli iniettori e della pompa rotativa, con costi che possono superare i 4.500 euro.
L'associazione, proprio per facilitare le richieste di risarcimento e tutelare i diritti dei consumatori, ha diffuso alcune indicazioni pratiche per chi dovesse trovarsi in una situazione analoga. È fondamentale, in particolare, conservare la ricevuta del rifornimento, chiedere una perizia scritta al meccanico o al carrozziere e conservare il preventivo di riparazione. Se possibile, è consigliabile conservare anche un campione del carburante estratto dal serbatoio per presentare un reclamo formale tramite i canali dell'associazione.




