Gasolio sporco, casi in aumento nel Nordest: 17 le segnalazioni tra Veneto e Friuli. Adiconsum: «I danni superano i 4.500 euro»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'emergenza legata al cosiddetto gasolio sporco si sta allargando a macchia d'olio nel Nordest, coinvolgendo ormai quattro province e lasciando sul terreno un numero crescente di automobilisti con le vetture in panne. Secondo le ultime rilevazioni di Adiconsum Treviso Belluno, le segnalazioni di guasti riconducibili a carburante contaminato sono salite a diciassette, distribuite tra le province di Treviso, Belluno, Venezia e Udine.

Il fenomeno, che inizialmente sembrava circoscritto ad alcuni episodi isolati nel bellunese, ha assunto proporzioni più ampie, con nuovi casi documentati negli ultimi giorni anche a Mestre e Sappada. L'associazione dei consumatori, che ha già attivato il proprio ufficio legale per assistere i danneggiati, chiede ora un tavolo urgente con le associazioni di categoria per affrontare quella che definisce una criticità diffusa, mentre crescono le preoccupazioni per i costi delle riparazioni, che in alcuni casi hanno superato i 4.500 euro.

L'episodio di Segusino e i nuovi casi in quattro province

L'ultimo episodio in ordine di tempo, quello che ha riacceso i riflettori sulla vicenda, ha visto un'auto rimasta bloccata nel bel mezzo della galleria di Segusino, in provincia di Treviso, a causa di un guasto improvviso al motore. I tecnici intervenuti hanno diagnosticato la presenza di acqua e agenti contaminanti nel filtro del carburante e, in questo specifico caso, sono state rinvenute addirittura delle alghe all'interno dell'impianto di alimentazione.

Ma il caso di Segusino non è che la punta di un iceberg che si sta rivelando molto più esteso del previsto: a questo episodio si aggiungono le segnalazioni di automobilisti che hanno effettuato il rifornimento in diverse aree, come a Trichiana, nel Bellunese, sul Terraglio a Mestre e a Sappada, in Friuli.

In tutti questi casi, le diagnosi dei meccanici hanno confermato la presenza di impurità e acqua nel carburante, elementi che hanno compromesso il sistema di iniezione dei motori diesel, richiedendo interventi onerosi come la pulizia del serbatoio, lo smontaggio della pompa ad alta pressione e la sostituzione degli iniettori.

La difesa di un gestore trevigiano e le ipotesi di Adiconsum

Nel mezzo di questa emergenza, è emersa la reazione di un gestore di una stazione di rifornimento di medie dimensioni della provincia di Treviso, che ha contestato le dichiarazioni del presidente di Adiconsum, Stefano Bellotto. Attraverso una lettera inviata dall'avvocato, il distributore ha respinto le "insinuazioni" circa una presunta responsabilità del suo impianto, sostenendo che nessun cliente si sarebbe mai lamentato per problemi riconducibili al carburante venduto.

Tuttavia, lo stesso gestore ha comunicato di aver già attivato la propria compagnia assicurativa per comprendere come muoversi di fronte a una situazione così delicata. Un atteggiamento che lo stesso Bellotto ha definito perlomeno curioso, chiedendosi perché un esercente dovrebbe contattare l'assicurazione se fosse davvero certo di non avere alcuna responsabilità.

Adiconsum, dal canto suo, continua a sostenere l'ipotesi che il problema non vada ricercato nei singoli distributori, bensì a monte dell'intera filiera logistica del carburante, forse in fase di stoccaggio o di trasporto, considerato che le contaminazioni sono state riscontrate in pompe di diverse insegne, incluse sia realtà indipendenti che grandi marchi internazionali.

L'appello ai cittadini e la richiesta di un tavolo istituzionale

Di fronte al moltiplicarsi dei casi, Stefano Bellotto ha ribadito la necessità di un cambio di passo a livello istituzionale per tutelare i cittadini costretti a fronteggiare ingenti spese di riparazione. L'associazione chiede con forza la convocazione immediata di un tavolo di confronto con i professionisti della distribuzione e le loro associazioni di rappresentanza, con l'obiettivo di fare chiarezza sull'origine della contaminazione, stabilire se si tratti di un evento episodico o se il pericolo possa ripresentarsi, e attivare procedure rapide per i risarcimenti.

Nel frattempo, Adiconsum invita tutti gli automobilisti che dovessero riscontrare anomalie o guasti sospetti subito dopo un rifornimento a non sostenere da soli i costi e a rivolgersi tempestivamente ai propri sportelli. Per avviare correttamente una richiesta di risarcimento è fondamentale conservare la ricevuta del pagamento, richiedere una diagnosi scritta e dettagliata al meccanico, custodire il preventivo di riparazione e, se possibile, prelevare un campione del carburante estratto dal serbatoio, elementi essenziali per dimostrare il nesso causale tra il rifornimento e il danno subito.

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