Grandine da record nel Nordest, tra danni e blackout: l’allarme di Proietti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giovedì 26 giugno ha segnato una pagina drammatica nella cronaca meteo del Nordest, con grandinate di intensità inaudita che hanno colpito soprattutto il Friuli-Venezia Giulia. Sebbene non vi fosse una perturbazione organizzata, le condizioni atmosferiche – caratterizzate da un contrasto violento tra aria fresca in quota e caldo umido al suolo – hanno scatenato fenomeni convettivi estremi, capaci di generare chicchi di ghiaccio dalle dimensioni eccezionali.

A Sacile, in provincia di Pordenone, la grandine ha raggiunto diametri superiori ai 9 centimetri, con pesi stimati fino a 200 grammi, paragonabili a piccole arance. Le immagini circolate mostrano automobili ammaccate, vetri in frantumi e campi agricoli devastati, mentre i residenti descrivono minuti di pura apprensione sotto una pioggia di ghiaccio che ha trasformato strade e piazze in un paesaggio surreale. Non è andata meglio a Porcia, dove un fulmine ha colpito lo stabilimento Electrolux, interrompendo la produzione e lasciando senza energia parte dell’area industriale.

Ma il maltempo non è l’unico protagonista di questa estate torrida. Il Veneto, come gran parte d’Italia, è stretto nella morsa dell’anticiclone africano, che ha portato temperature fino a 40 gradi a Venezia e Verona, entrambe finite nella lista delle città col "bollino rosso" del Ministero della Salute. L’afa, persistente anche di notte, ha reso invivibili i centri urbani, costringendo molti a cercare rifugio in locali climatizzati o lungo le coste.

Giuseppe Proietti, esperto di meteorologia, avverte che eventi come quelli di Sacile potrebbero diventare più frequenti. "Siamo di fronte a dinamiche atmosferiche sempre più estreme", ha spiegato, sottolineando come l’interazione tra masse d’aria contrastanti favorisca lo sviluppo di temporali "a carattere esplosivo". Sebbene non sia possibile attribuire singoli episodi al cambiamento climatico, la tendenza a fenomeni intensi e localizzati – come grandinate massive o nubifragi concentrati in poche ore – sembra ormai un dato consolidato.

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