Bandiere blu 2026, il Nordest tra conferme e riconquiste: Albarella e Grado trascinano il Veneto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dalla tenuta di Albarella, incastonata nel cuore del Polesine, fino alle rive contese di Grado, il litorale altoadriatico targato 2026 può contare su un numero cospicuo di vessilli: i dati, recentemente diffusi dalla Foundation for Environmental Education – l’ong danese che dal 1987 valuta la qualità delle acque e la gestione sostenibile del territorio – certificano una sostanziale tenuta per il comparto nordorientale, che replica le performance dell’anno precedente senza subire flessioni significative. In tutto il Paese, come si legge nel rapporto della Fee, i comuni balneari premiati salgono a 257, con un incremento di undici unità rispetto al ciclo precedente; un miglioramento, questo, trainato dai quattordici nuovi ingressi – spalmati lungo le coste della Lombardia, della Liguria, dell’Emilia-Romagna e del Sud – mentre tre amministrazioni locali hanno visto sfumare il riconoscimento. Le spiagge complessivamente insignite della Bandiera blu raggiungono quota 525, un dato che testimonia la capillarità di un’analisi condotta su parametri stringenti: non solo limpidezza dell’acqua, ma anche depurazione, raccolta differenziata, accessibilità e educazione ambientale.

I nuovi ingressi e il caso Rimini, ritorno dopo quindici anni

Tra le novità più rilevanti di questa edizione spicca senza dubbio la riammissione di Rimini, assente dalla graduatoria da quindici anni: la città romagnola, storicamente legata al turismo balneare di massa, ha ottenuto il riconoscimento grazie a una serie di interventi sul sistema fognario e sulla gestione delle acque reflue – criticità che l’avevano esclusa per oltre un lustro – e si inserisce così in un quadro regionale che annovera ora undici località insignite. Oltre a Rimini, infatti, l’Emilia-Romagna conferma Comacchio, Ravenna, Cervia, Cesenatico, Gatteo, San Mauro Pascoli, BellariaIgea Marina, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica; un presidio diffuso che trasforma la riviera romagnola in un case study interessante per chi studia l’adattamento del comparto turistico alle pressioni climatiche e normative. Gli altri nuovi ingressi, distribuiti lungo la Penisola, si chiamano Limone sul Garda (in provincia di Brescia), Andora e Taggia per la Liguria, Monte Argentario in Toscana, quindi il doppio salto pugliese di Morciano di Leuca e Tricase, mentre la Calabria piazza ben quattro novità – Amendolara, Montegiordano, Falerna e Locri – alle quali si aggiungono Ispica e Lipari in Sicilia, oltre a Teulada in Sardegna.

Sardegna e litorale veneto: diciassette comuni sardi e il filo che lega Albarella a Grado

L’isola, va detto, mantiene un primato incontestato nel panorama del Nordest allargato – se si considera la sua influenza sul versante tirrenico – con diciassette comuni che sventolano la Bandiera blu; la novità assoluta è Teulada, le cui spiagge (Tuerredda, Sabbie Bianche e Portu Tramatzu) hanno convinto i tecnici della Fee, affiancandosi a presidi ormai consolidati come Castelsardo, Sorso, Sassari e Santa Teresa Gallura. Quest’ultima, in particolare, si segnala per la qualità dei litorali della Taltana – Santa Reparata e di Zia Culumba. Per quanto riguarda il Veneto, invece, la tenuta delle due roccaforti storiche – l’isola di Albarella (nel comune di Rosolina) e la spiaggia principale di Grado, senza dimenticare le aree protette della laguna – rappresenta un segnale di continuità gestionale, in un contesto dove l’afflusso turistico estivo mette a dura prova i sistemi di depurazione. Né si può trascurare il Friuli-Venezia Giulia, sebbene meno rappresentato numericamente, dove Grado funge da traino per l’intero golfo triestino.

Tre comuni fuori dalla lista e il peso dei cambiamenti climatici

Non tutte le località, però, hanno avuto la conferma: tre comuni italiani non sono stati riconfermati nel novero delle 257 eccellenze, un dato che la Fee non commenta singolarmente nel rapporto pubblico, ma che gli osservatori del settore legano a episodi di sforamento dei parametri batteriologici nelle acque costiere – spesso conseguenti a piogge intense e a malfunzionamenti dei collettori fognari. Il legame con i cambiamenti climatici, in questo senso, diventa sempre più stretto: gli eventi meteorologici estremi, incrementati dall’innalzamento delle temperature medie, causano scarichi improvvisi che le infrastrutture, in molti casi datate, non riescono a trattenere. La Fee, nella sua valutazione annuale, tiene conto anche della capacità di risposta degli enti locali a queste sfide, premiando non tanto l’assenza assoluta di criticità quanto la prontezza nel risolverle. Il turismo sostenibile, insomma, non è più una formula retorica ma un requisito tecnico, e le Bandiere blu del Nordest – da Albarella a Grado, passando per le lagune venete e la riviera romagnola – ne sono la cartina al tornasole più visibile.

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