Bandiere blu, la Puglia sale sul podio con Liguria e Calabria; due new entry nel Salento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono duecentocinquantasette, undici in più rispetto all’edizione precedente, i Comuni italiani che quest’anno si sono visti assegnare la Bandiera blu dalla Foundation for Environmental Education, l’ong internazionale con sede a Copenhagen che da decenni valuta la qualità delle acque, la gestione dei rifiuti e l’offerta dei servizi turistici. Il verdetto, reso noto nella mattinata del 14 maggio nella sede del Cnr a Roma, consegna un podio nazionale inedito: la Liguria si conferma saldamente in testa con trentacinque vessilli, ma alle sue spalle – a sorpresa – troviamo la Puglia e la Calabria, entrambe capaci di scalare posizioni grazie a una serie di riconoscimenti che premiano soprattutto le coste del Salento e quelle joniche. Quattordici i nuovi ingressi complessivi nella lista 2026, contro tre soli declassamenti: un segnale, questo, di una tendenza generale al miglioramento, anche se permangono disparità regionali piuttosto marcate.

Liguria in vetta, Lombardia a quota quattro e il dominio piemontese sul Maggiore

La Liguria, da sempre fucina di eccellenze balneari, allunga ulteriormente il proprio primato: nessuna regione, infatti, può vantare un numero così elevato di località premiate, distribuite tra la Riviera di Ponente e quella di Levante. Assai significativo, però, il risultato della sponda piemontese del Lago Maggiore, dove si confermano Cannobio (con il suo Lido), Cannero Riviera (Spiaggia Lido) e Verbania (Fondotoce-Isolino). A queste tre storiche presenze si aggiunge, sul limitrofo lago d’Orta, il Comune di Gozzano, in provincia di Novara, con il Lido di Gozzano. La Lombardia, dal canto suo, sale a quattro Bandiere blu, consolidando una presenza che negli anni scorsi appariva più frammentaria. L’assegnazione, come sempre, non riguarda soltanto il mare: i laghi italiani – dal Garda al Maggiore, fino appunto all’Orta – ottengono un peso crescente nel giudizio della Fee, che valuta parametri identici a quelli applicati alle coste marine.

La Toscana vola a venti bandiere, Monte Argentario fa il salto di qualità

La Toscana guadagna un’altra Bandiera blu e raggiunge quota venti, piazzandosi così al secondo posto nella graduatoria nazionale per numero di località insignite. Il nuovo ingresso è la spiaggia di Monte Argentario, in provincia di Grosseto, che si aggiunge a un novero già nutrito di riconferme: da nord a sud, troviamo Carrara e Massa per la Costa Apuana; Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore e Viareggio per la Versilia; quindi Pisa, Livorno, Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo e Piombino lungo la costa livornese. Non manca Marciana Marina, all’Isola d’Elba, mentre in Maremma e sul versante grossetano spiccano Follonica, Castiglione della Pescaia, Grosseto e Orbetello. Un mosaico costiero, quello toscano, che conferma una capacità quasi unica di coniugare afflusso turistico e sostenibilità ambientale, almeno secondo i parametri della fondazione danese.

Le new entry calabresi e le due novità nel Salento che portano la Puglia sul podio

La vera sorpresa di questa edizione, però, arriva dal Sud: la Calabria piazza ben quattro nuovi ingressi – Amendolara e Montegiordano nel Cosentino, Falerna nel Catanzarese e Locri nella provincia di Reggio Calabria – e si avvicina pericolosamente alle regioni storicamente in testa. Accanto a lei, la Puglia sale sul podio nazionale grazie a due new entry collocate nel cuore del Salento; si tratta di località finora rimaste ai margini della lista d’onore, che hanno superato i rigidi controlli della Fee sulle acque di balneazione, sulla raccolta differenziata e sulla accessibilità delle spiagge. Nessun dettaglio ulteriore è stato fornito sui nomi specifici di questi due Comuni, ma fonti territoriali suggeriscono che l’area compresa tra Santa Maria di Leuca e Otranto abbia ottenuto i migliori punteggi nelle analisi microbiologiche. I tre Comuni non confermati rispetto al 2025 – di cui non vengono rese note le generalità – hanno invece perso il riconoscimento a causa di criticità legate ai sistemi di depurazione o alla gestione dei rifiuti solidi urbani, elementi che la Fee considera dirimenti al pari della qualità dell’acqua.

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