Sfuma il sogno Guardiola per l’Italia, il ct sarà italiano: Pirlo in pole, Mancini resta in corsa
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Redazione Sport
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Il casting per la panchina della Nazionale italiana, dopo un’estate di ipotesi e suggestioni, si prepara a vivere le battute finali. La notizia di queste ore, destinata a indirizzare in modo netto le scelte della Federcalcio, è l’allontanamento definitivo – per ora – del nome più affascinante del lotto: Pep Guardiola. Il tecnico catalano ha escluso categoricamente un suo immediato ritorno in panchina, chiudendo di fatto la porta, se non a un sogno, quantomeno a una delle piste più percorse negli ultimi giorni dalla stampa sportiva.
Guardiola si ferma: “Voglio scoprire la vita”
A 56 anni, dopo un decennio di trionfi sulla panchina del Manchester City, Pep Guardiola ha scelto una strada diversa. In un’intervista rilasciata alla piattaforma di criptovalute OKX, il tecnico catalano è stato chiarissimo nel delineare il suo stato d’animo, mettendo in pausa ogni tipo di progetto professionale. “Mentalmente non mi manca nulla”, ha dichiarato Guardiola, spiegando il senso di una scelta che appare più esistenziale che tecnica, “ho iniziato ad allenare a 37 anni, tutta la mia vita è stata legata al calcio. ora voglio provare a scoprire la vita, a essere felice facendo anche altre cose non legate al calcio”. Parole che non lasciano spazio a interpretazioni, e che allontanano lo spettro di una sua chiamata sulla panchina azzurra, ipotesi sempre stata considerata molto complicata, sia per l’ingaggio faraonico sia per la volontà stessa del diretto interessato.
“Non ho più 35 anni, ne ho 56 e la prospettiva è diversa”, ha aggiunto Guardiola, sottolineando come il momento sia dedicato alla famiglia e a ritrovare un equilibrio lontano dal campo, “vedremo se mi mancherà allenare e se qualcuno mi cercherà in futuro”.
La short list: Pirlo e Mancini ai vertici
Con la rinuncia di Guardiola, la rosa dei candidati si è dunque ristretta a pochi nomi, tutti rigorosamente italiani. Giovanni Malagò, presidente della Figc, insieme al nuovo direttore tecnico Paolo Maldini e al consulente Leonardo, stanno operando per individuare il profilo giusto per il quadriennio che porterà al Mondiale del 2030. Al momento, il nome che sembra godere dei maggiori favori è quello di Andrea Pirlo.
“Il Maestro”, come viene chiamato, rappresenterebbe una scelta innovativa e coraggiosa, in sintonia con l’idea di un progetto tecnico a lungo termine che Maldini e Leonardo hanno in mente. Il suo ingaggio, certamente più contenuto rispetto ad altri big, rappresenta un aspetto non secondario per le casse federali, anche se la sua esperienza in panchina, per quanto breve e non sempre esaltante, solleva alcune perplessità.
D’altro canto, a sostegno di Pirlo gioca il forte legame con Paolo Maldini, che lo avrebbe già voluto sulla panchina del Milan in passato.
Il ritorno di Mancini e la suggestione Conte
Roberto Mancini, architetto della vittoria a Euro 2020, resta l’alternativa più concreta a Pirlo, forte di un curriculum di altissimo livello e di un rapporto privilegiato con lo stesso Malagò. Il suo ritorno, però, si scontra con il ricordo amaro dell’addio improvviso alla Nazionale per accettare l’offerta dell’Arabia Saudita, una scelta che ha lasciato strascichi.
Secondo alcuni osservatori, un eventuale ritorno di Mancini dovrebbe passare attraverso un cammino di “redenzione” per riconquistare la fiducia dell’opinione pubblica, ma la sua disponibilità a un ingaggio in linea con i parametri federali rappresenta un punto a suo favore.
A completare il quadro dei candidati, anche se con minor favore, c’è Antonio Conte, un nome che storicamente ha sempre affascinato per la sua capacità di dare un’identità immediata alle squadre, ma le cui alte pretese economiche e la tendenza a non restare a lungo sulla stessa panchina potrebbero frenare la trattativa. In attesa dell’annuncio ufficiale, che potrebbe arrivare già nella prossima settimana, la scelta per il futuro dell’Italia sembra ormai essere una questione di nomi italiani.




