Goggia e Robinson, un podio che parla di presente e futuro
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Redazione Sport
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Nel paesaggio scintillante di Sankt Moritz, dove l'aria frizzante sembra carica di storia e di sfide, il primo supergigante della stagione femminile ha disegnato un podio dal significato plurale. A imporsi, con un tempo di 1’14”84 che ha retto all’assalto delle specialiste pure, è stata la neozelandese Alice Robinson, atleta il cui nome è più familiare alle classifiche del gigante e che, in una prova dalla linea tesa e impegnativa, ha saputo cogliere il primo successo in carriera in questa specialità. Un traguardo, il suo, che assume i contorni di una dichiarazione di versatilità e ambizione, arrivando a precedere di soli otto centesimi la francese Romane Miradoli, seconda a suggellare una giornata di sorprese relative. Sul terzo gradino, solida e consueta nella sua presenza tra le élite, si è piazzata Sofia Goggia, la quale, distanziata di diciannove centesimi, ha così bissato la piazza d’onore conquistata nella discesa libera di ieri, trovando il sessantaquattresimo podio in Coppa del Mondo e il nono sulle nevi dell’Engadina.
Il commento tecnico e i bilanci di squadra
La performance della Goggia, che pure mantiene un margine di rendimento – da lei stessa definito “allucinante” – tra le migliori al mondo, è stata analizzata con il consueto pragmatismo dagli addetti ai lavori. L’allenatore della nazionale, nel tracciare un bilancio del lungo weekend elvetico, ha sottolineato come l’azzurra abbia comunque lasciato qualcosa lungo il tracciato, pur confermandosi un pilastro inossidabile. Accanto a lei, il quadro delle altre italiane ha mostrato luci ed ombre: costanti, seppur senza acuti eclatanti, le prestazioni di Laura Pirovano, mentre Elena Curtoni ha fatto registrare una prova di buon livello nella specialità del supergigante. A preoccupare, in una visione prospettica, è invece il rendimento del gruppo delle più giovani, chiamate a un deciso salto di qualità, e la fatica delle sorelle Delago nel ritrovare la continuità che le aveva contraddistinte in passato. Un weekend, quello di St. Moritz, che ha visto alternarsi in vetta tre atlete differenti, dalla statunitense Lindsey Vonn alla tedesca Nina Aicher, fino appunto alla Robinson di oggi, a dimostrazione di un panorama competitivo estremamente aperto e vario.
L’episodio che ha scosso la giornata
La gara, tuttavia, è stata segnata da un momento di forte apprensione, quando una sciatrice svizzera è stata protagonista di una caduta particolarmente violenta, evento che ha immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi e che ha gettato un’ombra sulla competizione, ricordando a tutti i presenti i rischi intrinseci di questo sport. L’episodio, trattato dalle cronache con il doveroso rispetto per l’atleta e senza scendere in dettagli superflui, ha riportato l’attenzione sulla pericolosità del tracciato e sulla professionalità dei team medici, il cui lavoro, in simili circostanze, diventa prioritario rispetto a qualsiasi risultato sportivo.
Il sipario si sposta verso la Francia
Concluso questo capitolo svizzero, ricco di emozioni e spunti di riflessione, il circo bianco si sposta ora verso Val d’Isère, dove nuove pende e nuovi scenari attenderanno le protagoniste. Sofia Goggia, carica del doppio podio e consapevole del proprio valore, ha già fissato lo sguardo sulla prossima meta, conscia che la stagione è ancora lunga e che ogni gara rappresenta un capitolo a sé stante. Il percorso verso i vertici, come dimostrato oggi dalla vittoria di una gigantista nel supergigante, è spesso costellato di sorprese e di evoluzioni, in un continuo rimescolamento di carte dove la classe, unita alla capacità di adattamento, rimane l’unico vero passepartout per il successo.




