Credito d'imposta Zes unica, dal 18 novembre scatta l'ultimo step per le imprese
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Redazione Economia
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Le imprese che hanno puntato sul credito d'imposta per la Zona Economica Speciale unica si apprestano ad affrontare la fase decisiva per concretizzare l'agevolazione, un passaggio che richiede massima precisione e il cui esito, come è noto, è vincolato al rispetto di termini perentori. Dal 18 novembre fino al 2 dicembre 2025, sarà infatti possibile trasmettere all'Agenzia delle Entrate la cosiddetta comunicazione integrativa, un adempimento che non si limita a una mera formalità ma che costituisce la prova tangibile dell'avvenuta realizzazione degli investimenti precedentemente programmati. Gli stanziamenti, che erano stati prenotati con la comunicazione originaria presentata tra il 31 marzo e il 30 maggio dello stesso anno, trovano ora il loro effettivo compimento in questa dichiarazione, la quale deve attestare in modo inequivocabile che i lavori e gli acquisti sono stati portati a termine entro il 15 novembre 2025, una scadenza che rappresenta il vero e proprio spartiacque per l'accesso al beneficio fiscale.
I chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate
Proprio in vista di questo appuntamento cruciale, l'Agenzia delle Entrate, attraverso due risposte a interpelli, ha fornito alcuni chiarimenti interpretativi di notevole rilievo, che aiutano le aziende a districarsi tra le complessità del provvedimento. Uno dei nodi affrontati riguarda il momento esatto in cui si deve misurare la "dimensione" di un'impresa, un dato fondamentale per determinare l'intensità massima dell'aiuto concesso; un altro punto delicato chiarito concerne invece la metodologia di calcolo del limite del 50% applicabile alla componente immobiliare all'interno di quei progetti definiti "misti", che abbinano cioè spese per beni materiali e immateriali. Queste precisazioni, le quali gettano luce su aspetti applicativi di grande impatto pratico, hanno l'obiettivo di guidare i contribuenti nella corretta compilazione della documentazione, evitando così il rischio di vedersi negare il credito per vizi formali o sostanziali.
Il caso della Campania
L'interesse per questo strumento di sostegno al Sud, del resto, appare confermato dai numeri che giungono da alcune regioni, tra le quali spicca in particolare la Campania. Con un ammontare di richieste che supera il miliardo di euro e con oltre duemila pratiche attivate, secondo i dati aggiornati, il territorio campano si attesta come il più dinamico dell'intero Mezzogiorno in termini di adesione alla Zes unica. Questo risultato, che evidenzia un fermento imprenditoriale notevole soprattutto in settori come quello turistico, è stato favorito anche dal nuovo modello di governance che ha semplificato le procedure, un fattore che ha senza dubbio incoraggiato gli investitori a scommettere su un'area in forte ripresa.
La procedura per la comunicazione integrativa
Tornando all'aspetto procedurale, la comunicazione integrativa rappresenta l'ultimo ostacolo da superare per vedere riconosciuto il credito d'imposta, disciplinato dall'articolo 16 del decreto legge numero 124 del 2023. Le aziende, le quali devono aver già effettuato materialmente le spese e gli interventi indicati nella dichiarazione iniziale, sono tenute a compilare e inviare il modulo esclusivamente attraverso i canali telematici messi a disposizione dall'amministrazione finanziaria. La finestra temporale utile, che si apre a metà novembre e si chiude pochi giorni dopo, il 2 dicembre, è quindi l'ultima opportunità per confermare gli importi prenotati, un'operazione che, se non portata a compimento, comporterebbe la decadenza da ogni beneficio nonostante gli investimenti siano stati effettivamente realizzati.




