Zes Unica, la certificazione degli investimenti si avvicina

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le imprese che operano all'interno della Zes Unica del Mezzogiorno si preparano ad affrontare una scadenza cruciale, quella fissata tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025, periodo durante il quale dovranno obbligatoriamente presentare una comunicazione integrativa per attestare la concreta realizzazione degli investimenti per i quali avevano prenotato il credito d'imposta. Una procedura, questa, che si basa sull'articolo 16 del decreto legge numero 124 del 2023 e che richiede, per essere portata a compimento, una certificazione rilasciata dai revisori dei conti, i quali sono chiamati a verificare la corrispondenza tra le spese sostenute e la documentazione contabile prodotta.

Il ruolo chiave dei revisori

Il cuore dell'intera operazione risiede nella certificazione, la quale deve accompagnare la comunicazione integrativa e che non si limita a un mero controllo formale. I revisori, infatti, sono tenuti a accertare l'effettivo sostenimento delle spese ammissibili, le quali devono trovare un preciso riscontro nella documentazione aziendale; a questo scopo, è necessario allegare anche gli estremi delle fatture elettroniche relative agli investimenti. Una precisazione di non poco conto, emersa dalle recenti indicazioni, riguarda il concetto stesso di "realizzazione", che viene identificato con il momento della consegna dei beni e non con quello del successivo pagamento della fattura, delineando un confine temporale netto e inequivocabile.

Le precisazioni dell'Agenzia delle Entrate

Proprio in vista di questa importante finestra temporale, l'Agenzia delle Entrate, attraverso due risposte a interpelli, ha fornito alcuni chiarimenti interpretativi essenziali per le imprese. Uno di questi tocca il delicato momento in cui si deve misurare la dimensione aziendale, un parametro fondamentale per determinare l'intensità dell'aiuto concesso; l'altro, altrettanto significativo, riguarda invece le modalità di calcolo del limite del cinquanta percento da applicare alla componente immobiliare negli investimenti definiti "misti", ovvero quelli che comprendono sia beni mobili che immobili.

Il punto fermo sulla data del 15 novembre

Al di là degli aspetti tecnici e delle necessarie certificazioni, un punto rimane assolutamente fermo e non negoziabile: la data del 15 novembre 2025 costituisce il termine ultimo e inderogabile per la realizzazione materiale degli investimenti. Solo rispettando questa scadenza, le imprese potranno infatti confermare il credito d'imposta che era stato prenotato in precedenza, tramite la cosiddetta comunicazione originaria, il cui invio era stato possibile tra il 31 marzo e il 30 maggio dello stesso anno. Si tratta, in sostanza, di un passaggio obbligato per non vanificare il lavoro preparatorio e per trasformare la mera prenotazione in un diritto effettivo.

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