Zes Unica, al via la fase di certificazione per le imprese del Sud

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le imprese della Zes Unica del Mezzogiorno si apprestano ad affrontare una scadenza cruciale, quella che segna il passaggio dalla progettazione alla concreta realizzazione degli investimenti promessi. Dal prossimo 18 novembre, e fino al 2 dicembre 2025, sarà infatti obbligatorio, per le aziende che hanno aderito al meccanismo agevolativo, comunicare e far certificare dai revisori dei conti l’avvenuta realizzazione degli interventi, un passaggio formale ma sostanziale per accedere al credito d’imposta. L’adempimento, che riguarda nello specifico il bonus Zes Unica disciplinato dall’articolo 16 del decreto legge numero 124 del 2023, costituisce l’ultimo step di un percorso avviato con la prima comunicazione, la cui scadenza era fissata allo scorso 30 maggio, e presuppone che gli investimenti indicati siano stati effettivamente completati entro il 15 novembre 2025.

Il primato della Campania negli investimenti

I dati più recenti, aggiornati al 2024, confermano un quadro di vivace dinamismo, soprattutto in Campania, che si attesta come la regione di gran lunga più attiva nell’utilizzo di questi strumenti. Con richieste di credito d’imposta che hanno superato la soglia del miliardo di euro e con 2.367 pratiche già attivate, il territorio campano dimostra di aver colto appieno le opportunità offerte dalla nuova governance della Zona Economica Speciale, che punta su semplificazione e incentivi fiscali. Questo risultato, che la colloca saldamente al primo posto nel panorama del Mezzogiorno, non è affatto scontato e riflette un interesse crescente da parte del sistema produttivo locale, il quale sta investendo in progetti che spaziano in diversi settori, registrando un boom particolare in quello turistico.

Il ruolo cruciale dei revisori

La fase che si apre a novembre, dunque, non è una semplice formalità burocratica ma un momento di verifica tecnica di estrema importanza. Spetterà ai revisori dei conti, soggetti terzi e indipendenti, il compito di accertare che gli stanziamenti siano stati effettivamente impiegati per gli scopi dichiarati e che rispettino integralmente quanto previsto dalla normativa. La loro certificazione, la cui attendibilità è fondamentale per la tenuta dell’intero sistema, funge da garanzia per l’amministrazione erogante, la quale, sulla base di tale attestazione, potrà concedere il beneficio fiscale alle imprese che hanno ottemperato a tutti gli obblighi. Si tratta di un meccanismo di controllo, questo, che mira a prevenire abusi e a garantire che le risorse pubbliche siano destinate esclusivamente a iniziative reali e conformi.

Una procedura che definisce l’accesso ai benefici

La finestra temporale per presentare la cosiddetta comunicazione integrativa è quindi delimitata in modo preciso, un lasso di due settimane durante il quale le aziende dovranno dimostrare di aver rispettato i tempi e le modalità di realizzazione degli investimenti. La procedura, sebbene possa apparire come un ulteriore adempimento, rappresenta in realtà l’ultimo miglio da percorrere per vedere riconosciuto il proprio diritto al credito d’imposta, il vero volano economico della misura. L’avvio di questa fase operativa, che segue il grande numero di domande presentate, segna un punto di non ritorno per la Zes Unica, trasformando le intenzioni e i progetti in fatti economici tangibili e certificati, sui quali si costruisce lo sviluppo del territorio.

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