Cade in un’insilatrice e muore operaio 50enne nel Mantovano
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Redazione Interno
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Mario Malzani, cinquantenne originario di Pontoglio ma residente da anni a Canneto sull’Oglio, è morto lunedì mattina in un incidente sul lavoro che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei cantieri e nelle aziende agricole. L’uomo, che avrebbe compiuto 51 anni a ottobre, è rimasto vittima di una dinamica tanto rapida quanto atroce: mentre cercava di sbloccare un’insilatrice – macchinario utilizzato per riempire i silos – l’apparecchio si è improvvisamente rimesso in funzione, risucchiandolo tra gli ingranaggi. Nonostante i soccorsi immediati, non c’è stato nulla da fare.
L’episodio, avvenuto verso le 10.15 nell’azienda agricola “Chiesa S.S.”, lungo la strada che collega Canneto ad Asola, è ora al centro delle indagini della magistratura e degli ispettorati del lavoro. Sebbene le cause precise dell’incidente siano ancora da chiarire, i primi elementi suggeriscono un tragico concatenarsi di circostanze. Malzani, descritto da chi lo conosceva come «esperto e consapevole dei rischi», aveva alle spalle decenni di lavoro nel settore. Proprio questa familiarità con i macchinari agricoli rende ancora più sconcertante quanto accaduto.
La notizia ha gettato nello sgomento Pontoglio, paese natale della vittima, dove molti ricordano Malzani come un lavoratore instancabile. Tra gli agricoltori della zona, qualcuno ha parlato di «un vuoto che non si colmerà», sottolineando come simili tragedie riportino alla luce un problema sistemico. Quella di ieri non è stata l’unica morte sul lavoro nelle ultime ore: mentre a Canneto si piangeva Malzani, due operai egiziani, rispettivamente di 39 e 21 anni, perdevano la vita in un altro incidente, confermando una tendenza che sembra inarrestabile.




