Muore a Latina un’ottantaduenne per il virus West Nile, sei casi confermati nel Lazio
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Redazione Interno
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Una donna di 82 anni, residente a Nerola, in provincia di Roma, è morta questa mattina all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, nel territorio di Latina, dopo aver contratto il virus West Nile. La paziente, che presentava febbre alta e uno stato confusionale, era stata ricoverata il 14 luglio, ma le sue condizioni – aggravate dall’età avanzata – non hanno lasciato scampo. Quello della donna è il primo decesso registrato nel Lazio nel 2024 legato a questa infezione, mentre altri sei casi, tutti concentrati nella provincia di Latina, sono stati confermati dalle autorità sanitarie.
Tra questi, due pazienti – entrambi con patologie pregresse – versano in condizioni critiche e sono attualmente sotto osservazione all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Il West Nile, appartenente alla famiglia dei Flaviviridae e isolato per la prima volta in Uganda nel 1937, si è ormai diffuso in diverse aree del mondo, dall’Africa all’Europa, fino alle Americhe. La trasmissione avviene principalmente attraverso le punture di zanzare del genere Culex pipiens, che agiscono da vettori tra uccelli selvatici e mammiferi, uomo compreso.
Sebbene nella maggior parte dei casi l’infezione decorra in modo asintomatico o con sintomi lievi – come febbre, mal di testa e dolori muscolari –, in soggetti fragili o immunodepressi può portare a complicanze neurologiche gravi, tra cui encefalite o meningite. Proprio per questo, le autorità sanitarie raccomandano particolare attenzione alle persone anziane o con patologie croniche, invitando a ridurre il rischio di punture con repellenti e zanzariere.
L’aumento dei casi nel Lazio, per ora circoscritto alla provincia di Latina, ha riacceso i riflettori sulle misure di prevenzione, soprattutto in una stagione estiva caratterizzata da temperature elevate e umidità, condizioni ideali per la proliferazione delle zanzare. Le operazioni di disinfestazione, già avviate in alcune zone, potrebbero essere intensificate nei prossimi giorni per contenere la diffusione del virus.




