West Nile, 21 casi nel Lazio: l’allarme si concentra a Latina

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il virus West Nile continua a diffondersi in Italia, con un’incidenza particolarmente marcata nel Lazio, dove i casi accertati dall’inizio dell’anno hanno superato la ventina. Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 23 luglio, su 32 contagi registrati a livello nazionale, ben 21 riguardano la provincia di Latina. Tra questi, spiccano 15 manifestazioni neuro-invasive, la forma più grave dell’infezione, mentre gli altri si presentano come casi febbrili o asintomatici.

A preoccupare, oltre al dato epidemiologico, è la conferma di un’infezione autoctona in un animale a Terracina, segnalata dal sindaco Francesco Giannetti. «Il Dipartimento di Prevenzione della Asl ha effettuato un sopralluogo nella zona di esposizione», ha precisato il primo cittadino, sottolineando però che non sono stati rilevati focolai larvali di zanzara Culex pipiens, il vettore principale del virus. L’assenza di focolai evidenti non esclude tuttavia la circolazione del patogeno, che ormai, come ricordato dall’Iss, è endemico in Italia.

Dei 21 casi laziali, uno – quello di una paziente deceduta la scorsa settimana all’ospedale di Fondi – ha avuto esito fatale. Degli altri, due persone sono ricoverate in terapia intensiva, mentre dieci sono ospedalizzate per altre patologie. Sei pazienti, invece, sono in cura a domicilio, e due sono stati già dimessi. La distribuzione geografica delle infezioni, al di fuori del Lazio, include Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Campania, con casi sporadici che vanno dalle forme neuro-invasive a quelle lievi.

L’Iss ha ribadito l’efficacia del sistema di sorveglianza, attivo da anni per monitorare la diffusione del virus, trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette. I sintomi più comuni – febbre, cefalea, nausea e, in alcuni casi, eruzioni cutanee – possono essere facilmente confusi con quelli di altre affezioni stagionali, motivo per cui le autorità sanitarie invitano i medici a prestare particolare attenzione alla sintomatologia. Sebbene la maggior parte delle infezioni decorra in modo lieve, le complicanze neurologiche, seppur rare, rappresentano un rischio concreto, soprattutto per anziani e immunodepressi.

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