West Nile in Italia: casi in aumento, allarme nel Lazio. Le misure per limitare i rischi
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Redazione Interno
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La circolazione del virus West Nile in Italia, confermata dal Ministero della Salute, ha già portato a 32 casi accertati, con due decessi registrati al 20 luglio 2025. Tra questi, una donna di 82 anni è morta dopo il ricovero all’ospedale di Fondi, in provincia di Latina, dove si concentra la maggior parte delle infezioni: 21 su 32, secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità.
Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, ha esortato i cittadini a seguire le precauzioni basilari per ridurre il rischio di trasmissione, che avviene principalmente attraverso la puntura di zanzare infette. Tra le raccomandazioni, l’uso di repellenti cutanei – da applicare seguendo scrupolosamente le indicazioni dei produttori –, l’impiego di abbigliamento a maniche lunghe e l’installazione di zanzariere nelle abitazioni.
Quello che emerge dai dati è un cluster ben definito, con focolai concentrati in comuni del Lazio come Aprilia, Cisterna di Latina, Pontinia e Sabaudia. Ma la vera dimensione dell’epidemia potrebbe essere sottostimata, considerando che molti casi lievi potrebbero sfuggire alle rilevazioni. Intanto, il virus si avvicina a Roma: due nuovi contagi sono stati registrati ad Anzio e Nettuno, di cui uno – un 60enne residente nella frazione di Lavinio – è ricoverato in terapia intensiva.




