West Nile: quarto decesso in Italia, nuovi casi nel Lazio e in Campania
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Redazione Salute
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Il virus West Nile continua a mietere vittime nel nostro Paese, dove i decessi dall’inizio dell’anno hanno raggiunto quota quattro. L’ultimo caso, registrato ieri a Caserta, riguarda un ottantenne ricoverato in gravi condizioni a causa di patologie pregresse, che hanno aggravato gli effetti dell’infezione. Poche ore prima, era morto all’Istituto Spallanzani di Roma Mario Tatangelo, 77 anni, cardiopatico e trapiantato nel 2014, il quale – secondo quanto riportato dalle autorità sanitarie – aveva soggiornato recentemente a Baia Domizia, località costiera in provincia di Caserta già al centro delle indagini epidemiologiche.
Nel Lazio, dove i casi accertati salgono a 44, il bollettino regionale conferma che la maggior parte delle infezioni (41) si concentra nella provincia di Latina, inclusa la prima vittima, un’82enne deceduta il 20 luglio all’ospedale di Fondi. Due i contagi a Roma e uno fuori regione, con probabile esposizione in Campania, dove la situazione appare in evoluzione. «I focolai – sottolineano gli esperti – interessano zone finora non colpite», segnalando una possibile diffusione del virus oltre le aree tradizionalmente a rischio.
La dinamica dei contagi, favorita dalle alte temperature, ha spinto le autorità a intensificare i controlli, sebbene i sindaci coinvolti assicurino che la situazione è sotto controllo. Quello che emerge con chiarezza, tuttavia, è il profilo delle vittime: tutti pazienti fragili, con patologie croniche che hanno reso letale l’infezione. Se il West Nile raramente assume forme gravi in soggetti sani, la sua circolazione in regioni come il Lazio e la Campania – dove la presenza della zanzara Culex, vettore del virus, è massiccia – solleva interrogativi sulle misure di prevenzione.




