Il Papa a San Pietro: "Ai potenti del mondo l'audacia del disarmo"
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Redazione Interno
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In una piazza San Pietro gremita da decine di migliaia di fedeli, papa Leone XIV ha rilanciato con forza il suo appello per una pace “disarmata e disarmante”, scegliendo come cornice una veglia mariana di preghiera e rosario. Al centro della sua omelia, pronunciata sotto lo sguardo della statua originale della Madonna di Fatima – alla quale il Pontefice ha reso omaggio con la Rosa d’Oro – è risuonato l’imperativo evangelico: “Metti via la spada”. Parole, ha spiegato il Papa, che Gesù rivolse a Pietro nell’orto degli ulivi e che, in questa serata carica di simboli, assumono un significato universale e quanto mai attuale.
Un appello ai leader e a ciascun individuo
Quell’esortazione, ha proseguito Leone XIV, è “rivolta ai potenti del mondo, a coloro che guidano le sorti dei popoli”, ai quali viene chiesto di avere “l’audacia del disarmo”. Un monito che, come ha sottolineato il Pontefice, non si limita alle stanze del potere ma si estende a ciascun individuo, chiamato a una maggiore consapevolezza e a un esame di coscienza personale. La richiesta di deporre le armi, siano esse fisiche o ideologiche, diventa così un percorso che parte dall’alto per coinvolgere ogni singola persona.
Il ricordo di Giovanni Paolo II e il peso della storia
La processione che ha preceduto l’arrivo del Papa, con la statua mariana portata dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina fino al sagrato della basilica, ha toccato anche il luogo preciso in cui, il 13 maggio 1981, fu compiuto l’attentato a Giovanni Paolo II. Una sosta carica di memoria, che ha legato indissolubilmente le preghiere del presente a un episodio drammatico del passato, rafforzando il messaggio di riconciliazione. La data scelta per la veglia, l’anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e del “discorso alla luna” di Giovanni XXIII, ha aggiunto un ulteriore strato di significato, richiamando idealmente un’altra “grande giornata di pace”.
Guardare il mondo con gli occhi dei sofferenti
Nel corso della sua riflessione, il Pontefice ha esortato a guardare il mondo e i suoi conflitti con gli occhi di chi vive in difficoltà, di chi subisce direttamente le conseguenze della violenza e delle ostilità. Senza aggiungere commenti su specifiche situazioni geopolitiche, l’invito a una pace che sia non solo assenza di guerra ma scelta coraggiosa e attiva ha trovato la sua massima espressione nella richiesta di un disarmo che, nella visione di Leone XIV, rappresenta l’unica strada per un avvenire di vera concordia.




