Il Papa esprime dolore per gli attacchi in Ucraina e invoca una pace giusta
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Redazione Esteri
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Papa Leone XIV, parlando ai fedeli in Piazza San Pietro dopo la recita dell’Angelus, ha espresso profonda costernazione per le notizie che giungono dall’Ucraina, dove gli attacchi continuano a colpire numerosi centri urbani, Kiev compresa. Il Pontefice ha sottolineato come questi eventi bellici, che causano vittime e feriti tra la popolazione civile inclusi bambini, provochino al contempo ingenti danni alle infrastrutture essenziali, lasciando intere famiglie senza un riparo in un momento in cui l’avanzare della stagione fredda acuisce ulteriormente le difficoltà. Ha quindi assicurato la sua vicinanza a quanti sono stati così duramente provati dal conflitto, ribadendo con forza un concetto che ha definito fondamentale: "Non possiamo abituarci alla guerra e alla distruzione".
L'appello per il disarmo culturale
In un’intervista rilasciata al giornalista e pubblicata su un noto quotidiano, il cardinale vicario di Roma, a cui Leone XIV ha affidato un importante Pontificio Istituto, ha sviluppato ulteriormente la riflessione sul tema della pace. Egli ha affermato che "il disarmo è un indirizzo culturale prima ancora che pratico", criticando la tendenza contemporanea a giustificare il ricorso alle armi in nome della sicurezza. Secondo il porporato, questo approccio innescherebbe "un meccanismo vizioso che passa velocemente dalle armi, possedute, alla violenza, alimentata, e alla morte, procurata". Una posizione, la sua, che delinea la necessità di un cambio di mentalità profondo, ben al di là delle mere considerazioni strategiche o politiche.
Le radici cristiane come elemento di unità
Nel corso del suo intervento, il cardinale ha toccato anche il tema delle radici cristiane dell'Europa, specificando come queste non debbano essere considerate "una bandiera di parte". Questo richiamo, che si inserisce nel solco di un più ampio dibattito sull'identità del continente, vuole essere un monito contro ogni strumentalizzazione, proponendo invece quei fondamenti come un patrimonio comune e un potenziale strumento di coesione e dialogo in un periodo storico segnato da divisioni e contrapposizioni.
La preghiera comune per la pace
L’esortazione del Papa, che idealmente abbraccia il mondo intero nelle sue diverse ferite, si è conclusa con un accorato appello alla preghiera collettiva. "Preghiamo insieme per una pace giusta e stabile nella martoriata Ucraina", ha dichiarato Leone XIV, unendo la sua voce a quella di quanti, dentro e fuori i confini della nazione sotto attacco, sperano in una soluzione duratura del conflitto. Un invito che, partendo dalla situazione specifica in Ucraina, si estende a tutte le forme di persecuzione e discriminazione che ancora oggi colpiscono i cristiani in varie regioni del mondo, come ribadito nella catechesi che ha preceduto la preghiera mariana.




