Violenza di gruppo a Tor Tre Teste, il dna rivela che gli aggressori erano cinque

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una notte che continua a farsi sentire, quella del 25 ottobre, nel parco di Tor Tre Teste, periferia est di Roma. Una coppia di ragazzi, convinti di potersi ritagliare un momento di intimità, si è ritrovata invece in balia di un branco che, dopo aver sfondato il vetro dell’auto e immobilizzato il ragazzo, ha trascinato fuori la giovane di 18 anni. Lei, oggi, vive ancora intrappolata nel trauma di ciò che le è accaduto, seguita da un team di medici e psicologi, mentre gli investigatori ricostruiscono un episodio che appare ogni giorno più inquietante.

Il racconto della vittima e l'incubo nel parco

Subito dopo il fatto, intorno alle 3.30 di notte, la ragazza è stata trasportata al policlinico Casilino. È lì che, in uno stato di shock, ha raccontato ai medici e poi alla polizia di essere stata minacciata da uno dei malviventi, vicino a via del Pergolato, e di essere stata costretta a seguirlo in un luogo isolato del parco, "dove si sono trovati da soli ed in assenza di testimoni". Un particolare, quest'ultimo, che aggiunge ulteriore gravità a una dinamica già brutale, la quale ha visto la giovane immobilizzata e violentata mentre il suo compagno era impossibilitato a intervenire.

L'indagine si complica e il mistero del dna

Quel che inizialmente sembrava l'opera di almeno tre uomini, come suggerito dai primi fermi, si è rivelato essere un quadro ben più complesso. Le indagini, che procedono senza sosta, hanno infatti portato alla luce, attraverso l'esame del materiale genetico, una verità sconcertante: gli aggressori non erano tre, bensì cinque. Una scoperta, questa, che riapre completamente il caso e costringe gli inquirenti a rivedere ogni ipotesi, gettando una luce ancora più cupa su una vicenda che ha sconvolto la capitale.

Un contesto di violenza e un quartiere sotto choc

L'episodio, per la sua efferatezza, ha riportato alla memoria un altro fatto di cronaca nera che ha segnato la stessa zona soltanto pochi mesi fa, quando una sessantenne fu stuprata da un gambiano. Sebbene i casi siano distinti, essi si inseriscono in un panorama più ampio di violenza di genere, i cui numeri, come quelli diffusi dalla Regione Lazio, parlano di 13.152 donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza tra il 2023 e il settembre del 2025. Di queste, 4.174 sono state prese in carico per percorsi di uscita da situazioni che, nella maggior parte dei casi, vedono come carnefici partner o ex partner, con un impatto devastante, spesso, anche sui figli coinvolti.

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