Scontro alla Camera sulla legge elettorale, partita aperta sulle preferenze
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Redazione Interno
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Tre giorni decisivi, a partire da domani pomeriggio, per il destino della riforma elettorale voluta dal centrodestra. Il provvedimento, che introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza e indicazione del capo della coalizione vincente, è approdato in Aula alla Camera dopo quasi tre settimane dal via libera in Commissione.
L’appuntamento è fissato per le 14, con il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità che aprirà la discussione generale; già in serata, però, si potrebbero registrare i primi passaggi significativi, specie sugli emendamenti al cuore del testo, quelli che riguardano le modalità di espressione della preferenza. La posta in gioco è alta e la tensione tra maggioranza e opposizione si è fatta palpabile nelle ore che precedono l’inizio della seduta.
Fontana (M5S): "Una presa in giro per i cittadini"
La deputata Ilaria Fontana, vice presidente del gruppo M5S, ha attaccato duramente l'emendamento presentato dalla maggioranza sull'introduzione delle preferenze, definendolo una vera e propria beffa nei confronti degli elettori. Secondo Fontana, sostenere che il meccanismo proposto equivalga a un'autentica restituzione di scelta ai cittadini sarebbe semplicemente offensivo per chi segue il dibattito politico; la critica si concentra sulla natura bloccata delle liste e sul premio di maggioranza, elementi che, a giudizio del M5S, finirebbero per svuotare di contenuto il diritto di preferenza.
L’intervento della deputata pentastellata ha acceso il confronto in Aula, con le opposizioni che annunciano battaglia su ogni punto del provvedimento.
Salvini: "Le preferenze per me non sono un problema"
Matteo Salvini, leader della Lega, ha invece ridimensionato la portata della polemica, dichiarando in un'intervista al Tg3 che l'eventuale introduzione delle preferenze non rappresenterebbe per lui un ostacolo. "Io sono sempre stato eletto sia al comune di Milano sia in Europa con le preferenze, per quello che mi riguarda non sarebbe un problema", ha affermato il vicepremier, cercando di sdrammatizzare il clima di attesa sui possibili effetti dell’emendamento.
Nel corso della stessa intervista, Salvini ha anche commentato i sondaggi, che continuano a dargli in calo; "poi vinciamo le elezioni, quindi mi allungano la vita questi sondaggi", ha aggiunto con una battuta, dimostrando di non temere le rilevazioni demoscopiche che lo vedono penalizzato.
Il nodo politico e l'incognita dei numeri
L'intera operazione di riforma, che il centrodestra considera prioritaria, si gioca ora sull'equilibrio precario dei voti in Aula e sulla capacità di tenere insieme le diverse anime della coalizione. Da un lato, la richiesta di un sistema che garantisca governabilità e stabilità, dall'altro la pressione interna di chi vorrebbe un meccanismo più aperto al voto di preferenza per avvicinare gli eletti ai territori.
Il governo, consapevole delle difficoltà, ha scelto di procedere spedito, ma la strada è irta di emendamenti e pregiudiziali che potrebbero allungare i tempi o addirittura minare le fondamenta del testo. Frattanto, la premier Giorgia Meloni, intervenuta a Palermo in occasione della commemorazione della strage di Capaci, ha sottolineato il valore della memoria e della legalità, senza entrare nel merito della discussione parlamentare che si sta aprendo in queste ore.




