Beast of Reincarnation, la recensione del nuovo action RPG di Game Freak tra voti contrastanti e un lupo fedele

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sono passati sei anni dall'inizio dei lavori su Beast of Reincarnation e tre dall'annuncio ufficiale con il titolo di Project Bloom. Tempistiche quasi comuni nell'industria videoludica odierna, tanto che a fare notizia non è solo il periodo trascorso, ma anche il fatto che dietro al progetto ci sia Game Freak, il team giapponese che da trent'anni a questa parte ha sviluppato quasi esclusivamente giochi della serie Pokémon.

Il risultato di questo impegno, che ha portato alla creazione di un action RPG in terza persona, è ora sotto gli occhi di tutti, con la stampa internazionale che ha espresso valutazioni parecchio contrastanti in merito al nuovo titolo.

Un action RPG che mescola ispirazioni celebri

Beast of Reincarnation non ha nulla a che spartire con Pikachu e compagni, ma si configura come un gioco d'azione fortemente basato sui combattimenti che prende qualcosa da Nier: Automata, molto da Stellar Blade e pezzetti sparsi da Sekiro: Shadows Die Twice, Okami e persino da Death Stranding 2: On the Beach. Il director Kota Furushima ha raccolto una sfida notevole, portando lo studio a esplorare territori narrativi e di gameplay lontani dai colori iper saturi e dalle stilizzazioni più semplici e quasi fanciullesche dei precedenti lavori.

La trama si svolge nel Giappone del 4026, migliaia di anni dopo il collasso della civiltà moderna, dove un mondo postapocalittico è stato devastato da un misterioso fenomeno chiamato Piaga, che ha infettato ogni forma di vita trasformando uomini e animali in creature mostruose dette i Malefici.

La protagonista, Emma, è una giovane emarginata perché affetta dalla stessa corruzione che sta distruggendo il mondo, una maledizione che le conferisce però capacità speciali che potrebbero rappresentare l'unica speranza per l'umanità. Durante il suo viaggio, Emma si imbatte in Kuu, un enorme cane-lupo anch'esso contaminato dalla Piaga che diventa presto un alleato fondamentale.

Il rapporto tra i due costituisce il cuore dell'intera esperienza, portando entrambi a esplorare vaste mappe per sconfiggere i Nushi, ossia i boss del gioco, assorbirne i poteri e arrivare infine ad affrontare la misteriosa Bestia della Reincarnazione.

Gameplay e sistema di combattimento

Per fortuna, Beast of Reincarnation si rifà con il gameplay. Al centro del combat system c'è la parata, che funge sia da elemento difensivo fondamentale sia da fulcro per caricare la barra di azione di Kuu, permettendogli di entrare in gioco al fianco di Emma. Se Emma combatte in modo tradizionale con la sua katana e un arco, l'animale interviene solo quando lo decidiamo noi tramite brevi sezioni in cui il tempo rallenta, un sistema che ricorda quello di Final Fantasy VII Remake.

Il balletto cinetico fatto di parate, schivate, mosse finali e attacchi dall'alto è soddisfacente e spettacolare quanto basta, tanto che sfruttando le abilità più avanzate della ragazza, la quale può usare i suoi capelli per librarsi in aria, sembra quasi di giocare a uno stylish action in stile Bayonetta o Devil May Cry.

Questa solidità del comparto ludico è stata riconosciuta da diverse testate, che hanno lodato la profondità del sistema e la libertà di personalizzazione offerta dall'albero delle abilità. GamesRadar+, in una recensione entusiasta, ha definito il gioco "un'ottima ARPG con una solida e profonda esperienza di combattimento". Vice, assegnando un punteggio di 9.5, ha addirittura affermato che la combinazione di azione e strategia è un mix perfetto.

Tuttavia, non tutti i giudizi sono stati così positivi, e le critiche si sono concentrate principalmente su alcuni aspetti che minano l'esperienza complessiva.

I difetti di un'ambizione non del tutto realizzata

La mancanza di varietà è uno dei difetti più citati nelle recensioni meno generose. IGN, che ha assegnato un punteggio di 6, ha sottolineato come il gioco pecchi sul piano dell'esecuzione, con una storia blanda e piena di cliché, una scarsa varietà di nemici e boss fight deludenti. Eurogamer, che ha dato un 6, ha parlato di un sistema di combattimento caotico e di mappe che, seppur belle, risultano noiose e prive di contenuti interessanti, con una telecamera che può diventare un problema durante gli scontri.

Anche Game Informer ha espresso un giudizio simile, definendo l'esperienza "senza anima" e "trasparente".

La narrazione, uno degli elementi cardine del gioco, è stata giudicata da molti come il principale punto debole. La scelta di Game Freak di raccontare una storia volutamente criptica, che si svela lentamente attraverso flashback e dialoghi, ha convinto solo in parte. Sebbene le tematiche affrontate, come il rapporto tra uomo e natura e il significato della reincarnazione, siano affascinanti, il ritmo è spesso definito "soporifero" e la mitologia "risaputa".

Il risultato è un'esperienza che può piacere o non piacere, e che sembra soffrire per alcune mancanze in particolare, come la poca incisività dei personaggi secondari e un worldbuilding che non sempre riesce a stupire.

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