Caffè al bar, perché il prezzo della tazzina continua a salire
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Redazione Economia
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Il caffè al bar costa oggi quasi un quarto in più rispetto a cinque anni fa, con aumenti che hanno coinvolto anche la pausa italiana più conosciuta. Secondo la classifica del Centro di Formazione e Ricerca sui Consumi, il prezzo della tazzina nei bar è cresciuto del 24% rispetto al passato, mentre a Cremona, insieme a Brescia, il costo medio raggiunge 1,30 euro, con un aumento del 20% rispetto al 2021, quando l’espresso costava 1,08 euro. Il rincaro della bevanda simbolo della quotidianità si inserisce nel quadro degli aumenti che hanno interessato diversi beni e servizi, tra cui carburante, elettricità e trasporti.
La crescita del prezzo del caffè al bar è legata anche alle differenze tra le miscele utilizzate e alla qualità proposta ai clienti. Il presidente della FIPE Alessandro Lupi ha spiegato che il prezzo corretto dipende dal tipo di caffè offerto, perché esistono miscele con costi molto elevati e altre con costi decisamente inferiori. Il valore della tazzina, quindi, viene collegato anche alla materia prima scelta dagli esercenti e alle caratteristiche del prodotto servito, un aspetto che secondo i baristi può incidere sul prezzo finale pagato al banco.
Gli aumenti della tazzina coinvolgono diverse città italiane
Il rincaro dell’espresso non riguarda soltanto Cremona, ma interessa anche altre realtà italiane. A Biella il caffè al bar è aumentato del 15%, nonostante gli esercenti abbiano cercato di contenere gli incrementi e, in alcuni casi, di assorbire parte dei maggiori costi senza trasferirli completamente sui clienti. Lo studio del Centro di Formazione e Ricerca sui Consumi, realizzato in collaborazione con Assoutenti, ha evidenziato una crescita generalizzata del prezzo della tazzina, con l’espresso che ha superato da anni la soglia dell’euro in molte zone del Paese.
Il rapporto tra italiani e caffè resta legato anche al significato quotidiano della pausa al bar, che molti esercenti considerano un momento difficile da sostituire anche durante periodi caratterizzati da aumenti economici. Proprio per questo alcuni baristi biellesi hanno scelto di limitare l’impatto dei rincari sui clienti, cercando di mantenere accessibile un’abitudine considerata parte della vita di tutti i giorni. La discussione sul prezzo della tazzina riguarda quindi non solo il costo del prodotto, ma anche il ruolo che l’espresso continua ad avere nelle abitudini dei consumatori.
Qualità del caffè e nuovi rincari al centro del dibattito
Il tema del caffè sempre più caro si lega anche ai nuovi aumenti che hanno interessato il settore nel corso del 2026. Lo studio citato nell’analisi dei prezzi ha preso in considerazione i rincari della tazzina nei bar italiani, mostrando una crescita rispetto agli anni precedenti. Nel frattempo, le esportazioni di caffè colombiano stanno subendo una grave interruzione logistica a causa del terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito il Paese, un elemento indicato tra le difficoltà che interessano il mercato del caffè.
Per i baristi, il prezzo finale dell’espresso resta collegato alla qualità del prodotto scelto e ai costi sostenuti per proporlo ai clienti. L’aumento della tazzina nei bar italiani viene così spiegato attraverso diversi fattori, dagli incrementi delle spese affrontate dagli esercenti fino alla scelta delle miscele utilizzate. Il caffè, da consumo quotidiano e accessibile, si trova al centro di un confronto sul modo in cui mantenere questa abitudine senza perdere il rapporto tra prezzo e qualità.
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