Decontribuzione Sud, l'allarme di Svimez

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'economia del Sud Italia, nonostante un ritmo di crescita superiore rispetto al Nord nel 2024, sta rallentando. Secondo il Rapporto Svimez 2024, il Mezzogiorno, pur continuando a crescere, registrerà un tasso inferiore rispetto all'anno precedente, e dal 2025 tornerà a essere superato dall'economia del Settentrione. Questo rallentamento è attribuibile, in parte, alla legge di bilancio che prevede un taglio delle risorse per il Mezzogiorno di 5,3 miliardi di euro in tre anni.

Svimez evidenzia come, nonostante i tassi di occupazione più alti degli ultimi venti anni, il potere d'acquisto dei salari sia crollato, con un aumento dell'occupazione precaria. La propaganda del governo Meloni, che dipinge un'Italia felice e prospera, viene smentita dai dati del rapporto, che raccontano di un Paese dove, pur aumentando l'occupazione, il potere d'acquisto dei salari è crollato.

Il Pil delle regioni meridionali perde la spinta degli investimenti del Pnrr e gli effetti benefici del post Covid, tornando a una "normalità" desolante che marca la netta differenza rispetto alle aree più forti e ricche del Paese. Il rapporto evidenzia anche altre note dolenti: la qualità del lavoro, spesso povero, la mancanza di sbocchi occupazionali che alimenta la fuga dei giovani, e la scarsa offerta dei servizi pubblici, destinata ad accentuarsi con il blocco del turn over.

In questo contesto, gli investimenti fatti con il Pnrr rischiano di essere vanificati, poiché la costruzione di ospedali o scuole richiede personale per farli funzionare, altrimenti rimarranno solo delle scatole vuote

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