Proroga della Decontribuzione Sud fino al 2024: un successo per il governo e Confindustria
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Redazione Interno
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La misura Decontribuzione Sud, che incentiva le assunzioni nelle aziende con sede nel sud Italia, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2024. Questa decisione è stata accolta positivamente da Confindustria e dal governo italiano, che la considerano un successo.
Il ruolo di Confindustria
Confindustria ha sostenuto attivamente la proroga della Decontribuzione Sud. Il presidente Iannotti Pecci ha sottolineato il ruolo di Confindustria nazionale, supportata dall'Unione di Napoli e da Confindustria Campania, nel raggiungimento di questo risultato. La mancata riconferma dell'esonero contributivo, previsto al 30% sugli oneri a carico del datore di lavoro per il 2024, avrebbe avuto pesanti conseguenze per i bilanci delle imprese e l'occupazione nei territori interessati.
Apprezzamento da parte di Aiop Sicilia
Anche Aiop Sicilia ha espresso grande apprezzamento per la proroga della misura. Il presidente Barbara Cittadini ha lodato il lavoro svolto dal governo nazionale e dal Ministro Raffaele Fitto. Secondo Cittadini, la Decontribuzione Sud, che ha ottenuto il via libera della Commissione Ue, è un contributo importante per la promozione e lo sviluppo dei territori del Mezzogiorno. Questa misura risponde all'obiettivo di superare le fragilità e gli svantaggi del contesto meridionale, con importanti ricadute sul fronte occupazionale.
Dettagli sulla Decontribuzione Sud
La Decontribuzione Sud è una misura che prevede un esonero contributivo per le assunzioni nelle aziende con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Questo intervento sul costo del lavoro al Sud vale 3,3 miliardi di euro all'anno e interessa oltre tre milioni di dipendenti. La sua cancellazione avrebbe provocato polemiche tra sindacati e imprese.




