Balerdi come Baresi e Gagliardini il Pogba bianco: i paragoni audaci di Gasperini
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Redazione Sport
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Gian Piero Gasperini ha pronunciato il nome di Franco Baresi con la cautela di chi sapeva di camminare su un terreno minato. Eppure, dopo la vittoria della Roma sul campo del Torino, il tecnico giallorosso non si è sottratto alla domanda su Leonardo Balerdi e ha sciolto la riserva: «Un difensore moderno, forte fisicamente, veloce. Un difensore centrale così era il non plus ultra di tutti: era Baresi. Senza andarlo a scomodare, per come interpreta il ruolo, per aggressività e velocità nei recuperi, oltre che per partecipazione al gioco, come caratteristiche ci siamo».
Il precedente di Gagliardini e Pogba
Non è la prima volta che l’allenatore si spinge oltre la superficie delle cose. Anni fa, ai tempi dell’Atalanta, paragonò Roberto Gagliardini a Paul Pogba: «Gagliardini è il Pogba bianco», disse allora, suscitando più di una perplessità. Il centrocampista era cresciuto a Bergamo sotto la sua guida, poi si era trasferito all’Inter, ma la sostanza di quel giudizio – un giocatore che per struttura fisica, strappo e capacità di inserimento ricordava il francese – non era campata in aria. Gasperini vede prima degli altri certe caratteristiche, e non si preoccupa delle reazioni.
Un difensore diverso dagli altri
Balerdi è arrivato dal Marsiglia in estate, dopo essere stato capitano del club francese, e in poche settimane ha cambiato la percezione della difesa giallorossa. Contro i granata ha giocato la prima partita da titolare, complice l’influenza intestinale che ha fermato Evan Ndicka. La sua prestazione è stata giudicata da migliore in campo insieme a Donyell Malen: marcatura asfissiante, anticipi puntuali, recuperi in velocità e una partecipazione al gioco che lo distingue dal prototipo del centrale puro.
Il paragone con Baresi, per quanto temerario, fotografa esattamente ciò che Gasperini chiede ai suoi difensori: aggressività, capacità di difendere in avanti, tecnica per impostare. Baresi, negli anni Ottanta e Novanta, era l’archetipo di quel modello, un libero moderno prima che il ruolo scomparisse dai manuali. Balerdi, ventisettenne argentino, ha caratteristiche simili: non si limita a respingere, ma imposta, accelera, accorcia. Il tecnico lo aveva già inquadrato alla vigilia: «Balerdi lo sapevamo: è un giocatore che, nel Marsiglia, ha fatto qualcosa di notevole.
Non è un ragazzino».
Un tecnico che non teme i paragoni
La propensione di Gasperini a lanciare accostamenti impegnativi non è una posa. È il modo in cui comunica la sua idea di calcio: cerca giocatori che interpretino il ruolo in una certa maniera, e quando li trova non si nasconde. Il parallelo con Baresi, pronunciato con la formula del rispetto – «nessuno lo va a toccare» – non è una sviolinata. È un’indicazione tecnica. Lo stesso valeva per Gagliardini e Pogba: non un’etichetta definitiva, ma un riferimento per spiegare un movimento, una postura, un modo di stare in campo.
Il rischio di essere frainteso è alto, ma Gasperini non sembra interessato a proteggersi.
Un acquisto già decisivo
Balerdi è arrivato a Roma per dare forza e personalità a un reparto che dopo quattro giornate ha incassato un solo gol. La sua prima da titolare è coincisa con una delle prestazioni difensive più solide della stagione, e ora si gioca una maglia anche in vista del prossimo impegno contro l’Inter. Gasperini, dal canto suo, ha già messo in guardia dal trasformare tutto in gerarchie: «Smettetela con questa gerarchia, non ha nessun senso per la squadra. Sono tutti giocatori importanti».
Ma il paragone con Baresi resta lì, scolpito nella conferenza stampa di Torino, a testimoniare quanto l’argentino sia già entrato nei meccanismi del tecnico.
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