Xbox alza il livello del cloud gaming su console: lo streaming arriva a 1440p

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il mese di febbraio si chiude con una raffica di aggiornamenti per l’ecosistema Xbox, e non parliamo soltanto dei riflessi, pur significativi, del recente cambio al vertice che ha visto Asha Sharma raccogliere l’eredità di Phil Spencer. La casa di Redmond ha infatti messo a segno un miglioramento sostanziale per il suo servizio di gioco in streaming, andando a potenziare l’infrastruttura di Xbox Cloud Gaming direttamente sulle console di casa. Gli utenti abbonati a Game Pass Ultimate, che rappresentano il target naturale di questa evoluzione, possono ora usufruire di una risoluzione di streaming che raggiunge i 1440p, un salto di qualità reso possibile anche da un bitrate più elevato e volto a garantire una maggiore nitidezza e stabilità dell’immagine durante le sessioni di gioco -1-5.

L’aggiornamento, in fase di distribuzione in queste ore, interessa trasversalmente le famiglie di console, portando sia le potenti Xbox Series X|S sia i modelli della precedente generazione, Xbox One S e Xbox One X, a uniformarsi allo standard qualitativo già introdotto in precedenza sull’applicazione Xbox per PC -4-8. Si tratta di un passo avanti che punta a rendere l’esperienza del cloud, ormai uscita dalla fase beta, sempre più competitiva rispetto al gioco nativo, specialmente su quei display che possono esaltare la maggiore densità di pixel. Parallelamente a questa spinta sul fronte della qualità visiva, Microsoft non ha dimenticato le funzionalità più tradizionali, intervenendo con una patch specifica per risolvere un bug che affliggeva il Remote Play. Il problema, segnalato da alcuni utenti, impediva il corretto funzionamento della trasmissione da console a dispositivi remoti quando le impostazioni video della macchina erano configurate sulla risoluzione di 720p, un’opzione ancora in uso su alcuni schermi -2-6.

L’aggiornamento di sistema, identificato dal numero di build 10.0.26100.6985, ha quindi corretto questo malfunzionamento, ripristinando la piena operatività del Remote Play per tutti coloro che utilizzano tale risoluzione, e confermando al contempo l’attenzione anche verso le configurazioni meno spinte in termini hardware -10. Oltre a ciò, il consueto pacchetto di “miglioramenti generali della stabilità e delle prestazioni” completa l’intervento, mantenendo le console ottimizzate in vista dei prossimi arrivi. Questo dinamismo sul versante software si inserisce in un periodo di transizione per la divisione gaming, segnato dall’addio di Spencer e dall’insediamento di Sharma, già ai vertici della divisione CoreAI, un movimento che lascia intendere possibili evoluzioni future nell’integrazione tra piattaforme e intelligenza artificiale, sebbene per ora l’attenzione resti saldamente ancorata ai fatti concreti di questi aggiornamenti -3-7.

La nuova frontiera del cloud su Xbox One e Series X|S

L’innalzamento della risoluzione a 1440p per lo streaming non è un mero dato tecnico, ma rappresenta un cambio di passo nell’approccio di Microsoft al cloud gaming. Fino ad oggi, gli utenti che si affidavano al servizio su console dovevano spesso accontentarsi di una qualità visiva inferiore, un compromesso accettabile per la portabilità o per provare rapidamente un Titolo, ma che ora viene meno. L’incremento del bitrate, che viaggia di pari passo con la risoluzione, è l’elemento cruciale per garantire una compressione meno aggressiva e, di conseguenza, un’immagine più fedele e priva di quei fastidiosi artefatti che talvolta caratterizzano lo streaming -1. Con questo aggiornamento, giocare a un titolo del catalogo Game Pass via cloud su una Xbox Series X, magari collegata a un monitor che supporta nativamente i 1440p, diventa un’esperienza visivamente molto più vicina a quella di un titolo installato localmente, ampliando di fatto le possibilità di fruizione per gli abbonati al servizio Ultimate.

Un remote play più affidabile per tutte le risoluzioni

Se il potenziamento del cloud guarda al futuro e alla massima qualità, la correzione del bug sul Remote Play dimostra come Microsoft intenda curare anche l’esperienza d’uso quotidiana, andando a sanare crepe che potevano compromettere la fruizione del servizio per una nicchia di utenti. La funzionalità di Remote Play, che consente di giocare ai propri titoli Xbox in streaming su dispositivi come PC o smartphone, era infatti parzialmente inceppata per chi, magari utilizzando un monitor secondario o un dispositivo portatile con risoluzione nativa di 720p, aveva impostato di conseguenza le preferenze di sistema della console -2. Il problema, che riguardava sia Xbox One che le più recenti Series X|S, è stato risolto con la distribuzione del firmware di febbraio, riportando la funzionalità alla piena efficienza indipendentemente dalla risoluzione impostata e assicurando che la console risponda correttamente ai comandi di stream remoto -6-10.

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