Frode da 600 milioni di euro con i fondi Pnrr
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La truffa ai danni dello Stato italiano e dell'Unione europea ha raggiunto proporzioni enormi. Un gruppo di truffatori ha utilizzato i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per arricchirsi, vivendo abitualmente dei guadagni di tale attività illecita, considerata da loro un vero e proprio lavoro.
Il modus operandi
Il primo passo della truffa consisteva nella creazione di bilanci falsi, su società vere, in modo da poter avere i requisiti per partecipare a bandi. Successivamente, venivano presentati progetti di internazionalizzazione delle aziende per decine di milioni di euro, tutti da finanziare con fondi del Pnrr che dovevano essere erogati da Simest, società di Cassa depositi e prestiti che si occupa di supportare la crescita delle società.
L'assalto ai fondi Pnrr
Il Presidente Busia ha espresso preoccupazione per l'assalto ai fondi Pnrr. "Purtroppo si tratta di un segnale tutt'altro che rassicurante", ha dichiarato. "Tutti sapevano che le grandi risorse legate al Pnrr avrebbero suscitato gli appetiti della criminalità, da quella ordinaria a quella organizzata. Le stesse regole europee richiedono controlli adeguati".
L'uso di tecnologia avanzata
La banda di truffatori ha utilizzato computer quantistici e l'intelligenza artificiale per perpetrare la frode. Prima hanno lucrato sul “bonus facciate” introdotto per far fronte all’emergenza Covid, poi si sono inventati un sistema per beneficiare dei finanziamenti del Pnrr.
Le conseguenze della truffa
Sono 24 le persone colpite da misura cautelare nell’ambito di un’inchiesta della Procura europea su una maxi frode da 600 milioni di euro, sottoposti a sequestro dalla Guardia di Finanza. I fondi europei sono stati usati per comprare ville, supercar e gioielli, dimostrando l'entità della frode e l'uso improprio dei fondi destinati alla ripresa economica.




