Frode da 600 milioni di euro scoperta in Italia
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Redazione Interno
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La Guardia di Finanza di Venezia ha condotto una maxi-inchiesta che ha portato alla luce una rete ben congegnata e costruita per truffare Stato ed Europa, intascandosi i fondi del Pnrr. Il valore del raggiro, attuato anche sfruttando le nuove tecnologie dell’Intelligenza Artificiale, è stimato dagli inquirenti intorno ai 600 milioni di euro.
Arresti e misure cautelari
Sono state eseguite 24 misure cautelari dalla Guardia di Finanza, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Roma, Mara Mattioli, su richiesta del Procuratore Donata Patricia Costa. Le misure cautelari sono suddivise in otto in carcere, 14 agli arresti domiciliari e due interdittive a svolgere attività professionale e commerciale.
Dettagli della frode
L'inchiesta ha portato alla luce 23 imprese fittizie operanti in varie città italiane, parte di un "raffinato apparato di riciclaggio", messo in atto anche grazie all'utilizzo di tecnologie avanzate tra cui "specifici software di intelligenza artificiale per aumentare la velocità di produzione dei documenti falsi".
Utilizzo dei fondi
I fondi del Pnrr erano destinati alla digitalizzazione e all'innovazione di piccole e medie imprese. Tuttavia, sono stati utilizzati per acquistare auto e orologi di lusso, ville signorili e somme importanti di criptovalute. La presunta maxi frode ai danni dell'Unione Europea è stata scoperta grazie alle indagini svolte di concerto dalla Procura europea (Eppo) e dalla guardia di finanza di Venezia.




