Napoli-Como 1-2, difesa in affanno e Anguissa irriconoscibile
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Redazione Sport
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Il Napoli cade 2-1 al Maradona contro il Como dopo un primo tempo segnato da gravi errori difensivi e da una netta superiorità degli ospiti, capaci di colpire con Baturina e Douvikas. Napoli-Como mette subito in evidenza le difficoltà degli azzurri, apparsi in affanno soprattutto sul lato sinistro e incapaci per circa un’ora di reggere qualità, organizzazione, corsa e coraggio della squadra guidata da Cesc Fabregas. La reazione arriva soltanto più tardi, con gli inserimenti di Kevin De Bruyne, Spinazzola e Alisson, mentre il guizzo di Hojlund riapre per pochi minuti una partita che il Como riesce poi a controllare fino al termine.
Napoli-Como, gli errori difensivi decidono il primo tempo
La prestazione del Napoli viene descritta come ancora peggiore, nella prima frazione, rispetto a quella vista con il Genoa. La difesa si arrende subito alla pressione del Como e soprattutto si complica la partita con errori pesanti in occasione dei due gol subiti. Il reparto arretrato appare molle e vulnerabile, con problemi evidenti sul settore sinistro e amnesie che richiamano quelle già emerse a Genova. In questo scenario anche Meret si ritrova dentro una serata difficile, mentre il Como riesce a mettere sotto pressione con facilità un avversario che contribuisce alle proprie difficoltà con imprecisioni e letture difensive sbagliate.
Il risultato del primo tempo nasce così dalla capacità dei lariani di sfruttare una fase in cui il Napoli non riesce a trovare ritmo e solidità. Baturina e Douvikas firmano le reti che indirizzano la gara, dando concretezza a una superiorità costruita attraverso idee, organizzazione e intensità. Il riferimento alle pagelle sottolinea anche il rendimento di Anguissa, descritto come lontano dai suoi standard fino a sembrare un Cajuste qualunque. Il divario percepito viene sintetizzato con un’immagine netta: il Como si specchia in uno schermo 4K, mentre il Napoli resta fermo a un televisore in bianco e nero.
De Bruyne accende la reazione, ma il Como resiste
La partita cambia soltanto dopo circa un’ora, quando il Napoli prova a reagire attraverso le sostituzioni e l’ingresso di giocatori capaci di aumentare qualità e spinta. De Bruyne, Spinazzola e Alisson contribuiscono a dare una scossa a una squadra fino a quel momento surclassata, mentre Hojlund trova il guizzo che riporta gli azzurri dentro il match. La reazione, però, arriva tardi e non basta a cancellare quanto accaduto nella fase precedente. Il Como conserva il vantaggio e nel finale modifica anche il proprio atteggiamento, scegliendo un pragmatismo insolito rispetto alla proposta mostrata nella prima parte della gara.
Proprio nella gestione degli ultimi minuti emerge lo sberleffo attribuito a Fabregas nei confronti di Massimiliano Allegri: il Como difende il 2-1 di “corto muso”, facendosi bastare i due gol realizzati nel primo tempo per espugnare il Maradona. È una vittoria che assume un peso particolare anche perché interrompe l’imbattibilità di Allegri nelle gare ufficiali sulla panchina del Napoli. Per gli azzurri si tratta invece del primo ko, mentre il Como ottiene la prima vittoria dopo il pareggio con l’Udinese e porta a casa il match della seconda giornata di Serie A Enilive.
Il Como resta una bestia nera per il Napoli
Il precedente andamento degli scontri aggiunge un altro elemento alla sconfitta: il Como viene indicato come una sorta di maledizione per il Napoli, che lo ha battuto appena una volta in sei partite. Questo dato, però, non viene considerato sufficiente per spiegare quanto accaduto al Maradona. La gara viene ricondotta soprattutto ai limiti mostrati dagli azzurri e alla capacità degli ospiti di approfittarne con una prestazione fatta di pressione, organizzazione e coraggio. Il Napoli paga in particolare un primo tempo compromesso dalle proprie amnesie difensive e da una manovra incapace di opporsi con continuità alla qualità della formazione di Fabregas.
Tra gli elementi da cui ripartire emerge la classe di Kevin De Bruyne, uno dei protagonisti della reazione tardiva insieme a Spinazzola e Alisson. Il suo ingresso contribuisce a cambiare il volto di una squadra che per una lunga fase era rimasta distante dal livello espresso dal Como. La sconfitta per 2-1 lascia quindi in primo piano gli errori commessi prima dell’intervallo, il rendimento insufficiente di diversi interpreti e la necessità di ritrovare maggiore sicurezza nella fase difensiva. Al Maradona, questa volta, la qualità e l’organizzazione del Como sono bastate per trasformare due reti nel primo tempo in un successo pieno.
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