Lo schiaffo di Brigitte a Macron e il retroscena “platonico” con l’attrice Farahani

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Era il 2025 quando le immagini fecero il giro del mondo: portellone dell’Airbus presidenziale appena aperto ad Hanoi, flash dei fotografi puntati sulla coppia dell’Eliseo, e poi all’improvviso una manata, netta e plateale, di Brigitte Macron sul volto del marito presidente. In molti allora lo attribuirono a un gesto impulsivo, forse legato a stress o imbarazzo da viaggio. Oggi, a distanza di un anno, quella scena – ripresa di recente da Donald Trump, che non ha perso l’occasione per una battuta ironica suscitando la reazione sdegnata di Parigi – torna a essere dissezionata dai media francesi, grazie a un’indiscrezione che cambia radicalmente il quadro. Stando a quanto ricostruito dal giornalista Florian Tardif su «Paris Match» (e ripreso da «Madame Figaro»), la scintilla della lite sarebbe stata una scoperta privata, fatta dalla première dame poco prima dell’atterraggio: alcuni messaggi, descritti come platonici, scambiati tra Emmanuel Macron e l’attrice franco-iraniana Golshifteh Farahani.

La gelosia come movente di una scenata globale

Florian Tardif non parla di una relazione consumata, ma di un’infatuazione epistolare, fatta di chat che Brigitte avrebbe letto e che le avrebbero acceso una gelosia improvvisa, quanto violenta. L’attrice, dal canto suo, non è una comparsa qualsiasi: Golshifteh Farahani, simbolo della lotta contro il regime di Teheran (tanto da esserne stata costretta all’esilio) e forte di oltre quindici milioni di follower sui social, vanta una carriera internazionale tra cinema francese e hollywoodiano. Secondo la ricostruzione, la lite sarebbe esplosa pochi istanti prima dell’apertura del portellone, in un faccia a faccia concitato dentro l’aereo presidenziale. Tardif parla di un alterco acceso, con accuse reciproche e toni che i consiglieri dell’Eliseo avrebbero poi cercato di smorzare a caldo. Ma il gesto – quello schiaffo – è arrivato davanti alle telecamere, senza possibilità di replica o di montaggio. Insomma, un (quasi) dramma della gelosia consumato in diretta mondiale.

L’attrice Farahani, un nome che pesa più di un tweet

Per capire la portata dell’indiscrezione, bisogna soffermarsi sulla figura di Farahani. Lei non è solo l’interprete di film come «Patterson» o «About Elly»: la sua voce critica verso la Repubblica islamica l’ha resa un’icona trasversale, capace di mobilitare consensi ben oltre i confini del cinema. E proprio questo suo profilo pubblico, potentissimo e autonomo, renderebbe teoricamente credibile l’interesse di un presidente francese – noto per la sua curiosità intellettuale e per una certa propensione ai legami con artisti e intellettuali. Tardif, nel suo libro per Paris Match, non fornisce screenshot né prova le conversazioni; si basa su fonti anonime vicine all’Eliseo. Tuttavia, la tempistica e la violenza della reazione di Brigitte – mai smentita del tutto dall’entourage presidenziale, che si è limitato a non commentare – danno all’ipotesi. Messaggi platonici o meno, la première dame avrebbe visto rosso.

La politica estera si sporca le mani con un litigio di coppia

C’è poi un aspetto che rende la vicenda più complessa di un pettegolezzo da rotocalco: la reazione internazionale. Quando Donald Trump, ormai da più di un anno stabilmente alla Casa Bianca, ha ironicamente commentato lo schiaffo durante un intervento pubblico, Parigi ha risposto con una nota di indignazione ufficiale. Lo stesso Macron, in visita diplomatica, ha definito le battute del presidente americano “fuori luogo”. Ma nessuno, né all’Eliseo né al Quirinale né altrove, ha mai smentito esplicitamente la ricostruzione di Tardif. Anzi, il silenzio sul merito – sulla presunta chat con Farahani – ha alimentato il sospetto che il fondo di verità ci sia tutto. E così un episodio nato tra i corridoi di un Airbus si è trasformato in un caso mediatico transatlantico, capace di intrecciare gelosie private, diplomazia e gossip internazionale.

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