Macron svela il retroscena della "terza sedia": «Era per l'interprete»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’enigma della terza sedia, improvvisamente rimossa pochi istanti prima che Donald Trump e Volodymyr Zelensky si sedessero per il loro incontro nella Basilica di San Pietro, ha trovato una spiegazione. A chiarirlo è stato Emmanuel Macron, che in un’intervista a Paris Match ha dissipato ogni dubbio: «Era per l’interprete». Un dettaglio apparentemente marginale, ma che aveva alimentato speculazioni e teorie, soprattutto dopo che i servizi vaticani l’avevano fatta sparire in fretta, sotto gli occhi dei presenti.

Quel faccia a faccia, avvenuto sabato scorso prima dei funerali di Papa Francesco, è già diventato un’immagine iconica, con i due leader ritratti sotto l’affresco del Battesimo di Cristo – un simbolo che unisce sacralità e geopolitica in un momento cruciale per la guerra in Ucraina. Macron, che si è definito ottimista su un possibile cambio di rotta degli Stati Uniti, ha anche rivendicato un ruolo nell’organizzazione del colloquio, sebbene fonti britanniche abbiano insinuato che sia stato lo stesso Trump, insieme a Zelensky, a chiedergli di lasciarli soli.

Intanto, sui social network l’incontro ha scatenato una ridda di meme, molti dei quali ironizzano sul fatto che i due potessero essere impegnati in una partita a carte o addirittura in una grigliata, anziché in un dialogo ad alto livello. C’è chi ha paragonato la scena a un episodio del programma Uomini e Donne, e chi ha inserito Matteo Salvini in veste di intruso, con la battuta: «Scusate, passavo per caso!» – un riferimento a un episodio simile avvenuto durante i negoziati Usa-Iran.

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