Europa, sovranità digitale, regole e capitali per competere
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Redazione Economia
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L'Unione Europea si trova di fronte a un'opportunità unica per affermarsi come protagonista nel panorama tecnologico mondiale. Dal report di Mario Draghi emerge una sfida cruciale: senza una strategia chiara di autonomia tecnologica, l'UE rischia di diventare solo un mercato di sbocco per le tecnologie sviluppate altrove. Tuttavia, la sfida è ben più complessa della "sola" innovazione tecnologica. Ci sono alcuni fatti di cronaca economica che sembrano lontanissimi dalla vita degli italiani, ma non è affatto così. È il caso, ad esempio, della vicenda Unicredit-Commerzbank. In sintesi, Unicredit, una grande banca che ha in Italia la sua sede centrale, ma in cui i soci italiani sono meno del 10%, vorrebbe diventare il principale azionista della banca tedesca Commerzbank. I tedeschi si oppongono.
Il Rapporto Draghi, presentato il 17 settembre al Parlamento di Bruxelles, pone le basi per la rinascita dell'UE attraverso investimenti e competitività. Incrementare la competitività europea attraverso grandi investimenti è uno dei punti cardine del rapporto. Occorre un finanziamento congiunto degli investimenti a livello dell'UE per massimizzare la crescita della produttività, oltre a finanziare altri beni pubblici europei. La decarbonizzazione dell'industria europea è uno dei punti centrali del rapporto Draghi. Perché così si abbassa il costo dell'energia. Ma occorre anche dare sostegno ai settori che trainano l'innovazione, dalle tecnologie pulite ai veicoli elettrici.
La transizione dell'economia europea verso fonti di energia pulita prosegue a ritmo sostenuto. Gli incrementi annuali di energia solare ed eolica potrebbero persino infondere un po' di ottimismo, poiché alcuni paesi sono sulla buona strada per raggiungere i loro obiettivi in materia di energie rinnovabili. Tuttavia, la sfida rimane complessa e richiede un impegno congiunto e coordinato da parte di tutti gli Stati membri.




